Who’s Next?- La Next Generation siamo noi!

I lunghi e difficili mesi di crisi a seguito dell’epidemia globale da Covid19, hanno indotto l’Unione Europea ad istituire il Recovery and Resilience Facility (RRF), un dispositivo per la ripresa e resilienza da 672,5 miliardi di euro, di cui 360 in prestiti e 312,5 in sovvenzioni). Esso si configura come il più importante strumento previsto nell’ambito del Next- Generation EU (NGEU), un sussidio da 750 miliardi di euro in aggiunta al Quadro finanziario pluriennale 2021-2027.
L’accesso a tali risorse è subordinato alla predisposizione di un piano nazionale, in cui definire in modo coerente ed organico riforme ed investimenti da realizzare tra il 2021 e il 2026 in relazione a strategie condivise a livello europeo, quali transizione digitale ed ecologica nell’ottica di una ripresa economica e sociale del paese il più repentina possibile.
Ad oggi, il piano italiano consta di 6 Missioni che si articolano in 16 componenti nonché 48 linee di intervento o progetti. Il piano, si sviluppa lungo 3 assi strategici di intervento – digitalizzazione ed innovazione; transizione ecologica; inclusione sociale -, mirando al contempo al raggiungimento di obiettivi trasversali quali la parità di genere, l’attenzione ai giovani e il rilancio dello sviluppo del Sud.
Il PNRR potrebbe rappresentare una grande occasione di rilancio non solo per un’economia duramente colpita dall’emergenza pandemica, ma anche per riportare al centro del dibattito pubblico una serie di tematiche che numerosi governi hanno preferito non mettere in agenda e affrontare, tra cui la possibilità di una seria rivalutazione del comparto Scolastico, dell’Istruzione e della Ricerca.

ISTRUZIONE

Nell’ultimo anno la pandemia da Covid-19 ha contribuito fortemente ad evidenziare ed accentuare l’enorme stato di sottofinanziamento del sistema di pubblica istruzione italiana e la carenza di servizi e agevolazioni per il diritto allo studio realmente in grado di tutelare le studentesse e gli studenti universitari e le famiglie. Analizzando i dati presentati dal rapporto Eurydice 2020-21 e dall’Eurostat nel 2017 risulta chiaro come in Italia un’altissima percentuale di studentesse e studenti pagano le tasse e una bassa percentuale beneficia di un supporto finanziario. Inoltre, l’Italia investe solo il 3,8% del proprio PIL in istruzione, circa 0,8 punti in meno rispetto alla media europea,  collocandosi agli ultimi posti per investimento complessivo in istruzione rispetto al resto dei paesi europei.
Occorre dunque, anche a fronte di un tasso di laureate/i in Italia fermo al 19,6% contro una media europea del 33,2%,  un totale ripensamento del sistema di diritto allo studio, sfruttando i fondi del Next Generation EU, colmando il divario tra atenei del nord e del sud, contrastando l’abbandono degli studi, aumentando il numero di laureate e laureati, strutturando un’università aperta, inclusiva, gratuita e a misura di studentesse e studenti.

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