Nuove rivelazioni sul caso Garlasco: il Dna di Stasi tra i rifiuti di Chiara Poggi

Nuove rivelazioni sul caso Garlasco: il Dna di Stasi tra i rifiuti di Chiara Poggi

Nuove rivelazioni sul caso Garlasco: il Dna di Stasi tra i rifiuti di Chiara Poggi

Matteo Rigamonti

Giugno 27, 2025

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, continua a suscitare grande interesse nell’opinione pubblica italiana. Recenti rivelazioni potrebbero infatti cambiare le sorti della vicenda giudiziaria. Durante la trasmissione “Zona Bianca”, l’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, ha svelato particolari su nuovi esami del Dna effettuati su reperti rinvenuti nella spazzatura di via Pascoli, dove abitava la vittima.

Nuove rivelazioni sul Dna

De Rensis ha affermato che potrebbero esserci tracce del Dna di Stasi su una cannuccia di un brick di tè freddo. Inoltre, elementi come la pellicola di un Fruttolo, un piattino e una confezione di cereali potrebbero contenere il Dna di Chiara Poggi. Queste affermazioni hanno suscitato grande interesse e scetticismo, poiché potrebbero mettere in discussione le precedenti conclusioni di esperti e periti.

Il legale ha sottolineato l’importanza di un approccio prudente, specificando che i risultati devono essere interpretati con cautela. Tuttavia, ha anche affermato che queste informazioni potrebbero “riscrivere la storia” dell’omicidio, suggerendo che le analisi passate potrebbero aver trascurato elementi cruciali. Secondo De Rensis, le affermazioni di chi ha condotto le analisi precedenti, che sostenevano l’assenza di tracce significative nella spazzatura, potrebbero risultare errate.

La reazione della famiglia Poggi

Dall’altro lato, Dario Redaelli, consulente legale della famiglia Poggi, ha invitato a non farsi prendere dall’entusiasmo. Ha chiarito che le dichiarazioni del legale di Stasi non rappresentano conclusioni definitive dei periti. Infatti, il confronto tra i reperti e i profili genetici di Stasi, Chiara Poggi e di Andrea Sempio, un altro soggetto coinvolto, avverrà solo a partire dal 4 luglio, quando verranno analizzati i tamponi conservati a freddo.

Nelle analisi recenti, è emersa anche una traccia sull’etichetta del brick di tè freddo, sollevando interrogativi sulla possibilità di trovare impronte. Tuttavia, i legali di Andrea Sempio si sono opposti a ulteriori accertamenti per identificare eventuali impronte, sostenendo che l’incidente probatorio in corso riguarda esclusivamente esami genetici.

Aspettative per il 4 luglio

Il 4 luglio si preannuncia come una data cruciale per il caso. Le analisi dei tamponi biologici, così come quelle sui reperti di spazzatura, potrebbero rivelare dettagli fondamentali per la risoluzione di un caso che ha segnato profondamente Garlasco e l’Italia intera. Oltre ai tamponi e ai reperti di spazzatura, le indagini si concentrano su altri elementi di prova. Gli esami sul Dna di una trentina di fogli di acetato, che contengono impronte, sono attesi nei prossimi giorni. Inoltre, sono in programma ulteriori analisi su un cucchiaino e su un frammento del tappetino del bagno, macchiato dal sangue della vittima.

Il caso di Chiara Poggi rimane uno dei più controversi della cronaca italiana. Con il passare del tempo e l’emergere di nuove tecnologie e metodologie di analisi, la speranza di giungere a una verità definitiva continua a vivere, alimentando il dibattito pubblico e l’interesse dei media. La prossima fase di analisi rappresenterà un ulteriore passo verso la ricerca della giustizia, nonostante le emozioni e le tensioni rimangano palpabili per tutti coloro che sono coinvolti in questa drammatica vicenda.