La gaffe del Comune di Milano: l’immagine IA deformata scatena l’ironia sui social

La gaffe del Comune di Milano: l'immagine IA deformata scatena l'ironia sui social

La gaffe del Comune di Milano: l'immagine IA deformata scatena l'ironia sui social

Matteo Rigamonti

Giugno 30, 2025

Il 25 maggio 2023, il Comune di Milano ha attirato l’attenzione dei social media ma non per motivi positivi. Un post sulla pagina Facebook ufficiale «Comune di Milano – Politiche per il Lavoro» ha innescato una serie di reazioni ironiche e critiche. L’ente ha pubblicato un’immagine generata da un software di intelligenza artificiale per promuovere un concorso del Coni che prevedeva 12 assunzioni a tempo indeterminato. Tuttavia, l’immagine ha suscitato una valanga di critiche a causa della sua estetica inquietante e deformata, anziché attrarre potenziali candidati.

la gaffe dell’immagine deformata

L’immagine in questione presentava volti stilizzati con proporzioni sbagliate e sgranature visibili, creando un effetto visivo che ha ricordato più un film dell’orrore che una campagna istituzionale per la ricerca di personale. Gli utenti dei social media non hanno tardato a esprimere il loro disappunto e incredulità. Tra i commenti più divertenti, alcuni hanno scritto:

  1. «Sembra la locandina di una serie zombie»
  2. «È un concorso per lavorare tra i Gremlins?»

Le osservazioni umoristiche hanno evidenziato quanto fosse lontano l’obiettivo comunicativo dell’ente rispetto al risultato finale.

la reazione del comune e le implicazioni dell’ia

Colpito dalla valanga di critiche, il Comune ha deciso di rimuovere il post, ma l’impatto della gaffe era già diventato virale. Gli utenti hanno iniziato a condividere l’immagine deformata, contribuendo al suo rapido diffondersi. Questo episodio ha messo in luce una questione più ampia sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle comunicazioni istituzionali. In un momento in cui sempre più enti pubblici e aziende si affidano a strumenti di IA, è fondamentale considerare la qualità e l’efficacia di tali strumenti nel contesto della comunicazione visiva.

Un aspetto paradossale della situazione è stato amplificato dalla scoperta di un vecchio post della stessa pagina Facebook, datato ottobre 2022, in cui il Comune metteva in guardia sull’uso disinvolto dell’IA, suggerendo che «usare ChatGPT per scrivere il cv può farci perdere il lavoro». Questo avvertimento, ora rimosso dal contesto, suona quasi comico alla luce della gaffe recente.

l’importanza della supervisione umana

La polemica ha sollevato un dibattito più ampio sull’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nelle pratiche lavorative. Sebbene l’IA possa essere uno strumento potente, deve essere utilizzata con cautela e competenza. È necessario considerare le implicazioni etiche e pratiche del suo impiego, specialmente in contesti istituzionali dove la comunicazione deve essere chiara e professionale. La gaffe del Comune di Milano è un esempio lampante di come l’affidamento a tecnologie avanzate senza una supervisione adeguata possa portare a risultati disastrosi.

Inoltre, il caso ha messo in evidenza la crescente pervasività dell’intelligenza artificiale nelle campagne pubblicitarie e nelle comunicazioni di marketing. Molti enti pubblici e privati si stanno avvicinando a questi strumenti nella speranza di semplificare i processi e risparmiare tempo. Tuttavia, quanto accaduto a Milano suggerisce che un uso imprudente può avere conseguenze opposte, danneggiando l’immagine e la reputazione di un ente.

In questo contesto, è fondamentale che le istituzioni considerino l’opportunità di collaborare con professionisti del settore grafico e della comunicazione visiva. Affidarsi esclusivamente a strumenti tecnologici senza una valida supervisione umana può portare a errori costosi e imbarazzanti. La creatività umana e l’esperienza professionale sono ancora insostituibili in molte aree, e la comunicazione istituzionale ne è un chiaro esempio.

L’episodio del Comune di Milano rappresenta un importante monito su come non solo le istituzioni, ma anche le aziende private debbano affrontare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo ponderato e responsabile. La sfida sarà garantire che l’innovazione non comprometta la qualità e la professionalità, elementi fondamentali in qualsiasi comunicazione.