Oggi, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, si è svolto un incontro significativo volto a promuovere la mobilità delle competenze e a stringere connessioni tra il tessuto imprenditoriale italiano e le giovani eccellenze del Kenya. Questo evento ha avuto come fulcro la presentazione del progetto ‘FIK – Friendship Italy-Kenya’, un’iniziativa che si pone l’obiettivo di avviare percorsi di formazione professionale qualificata, in collaborazione con i principali attori del mercato del lavoro. L’intento è quello di creare opportunità di sviluppo economico e occupazione sia per i professionisti che per le comunità locali.
Il progetto FIK e la cooperazione internazionale
Il progetto FIK è il risultato di una sinergia tra Apri International, Confprofessioni e il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo delle Competenze del Kenya. Questa iniziativa si inserisce nel contesto più ampio degli obiettivi delineati dal Piano Mattei, che mira a rafforzare la cooperazione tra Italia e Kenya. Attraverso questo programma, dieci giovani kenioti, selezionati dalle migliori università del Paese, hanno avuto l’opportunità di essere accolti in alcune aziende italiane, dove sono stati coinvolti in progetti attinenti alle loro aree di specializzazione, spaziando dall’ingegneria meccanica all’informatica, fino alla logistica.
Il ruolo dei consulenti del lavoro
L’incontro di oggi ha rappresentato un’importante occasione di confronto, evidenziando come i consulenti del lavoro possano svolgere un ruolo chiave nella cooperazione internazionale. Rosario De Luca, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha sottolineato l’importanza di guardare con interesse allo sviluppo dei Paesi emergenti. In particolare, ha messo in evidenza come il Kenya stia affrontando la sfida della transizione digitale, creando opportunità di lavoro in settori strategici come ingegneria, IT e logistica, non solo all’interno dei propri confini, ma anche oltre.
De Luca ha affermato: “Nell’incontro di oggi abbiamo affermato il nostro sostegno a questo progetto ‘pilota’, che ha portato in Italia giovani kenioti, perché siamo convinti che favorire lo scambio di talenti e formazione possa essere la chiave di lettura più efficace per la cooperazione tra Paesi”. Questo approccio non solo favorisce lo sviluppo delle competenze dei giovani kenioti, ma apre anche la porta a nuove prospettive per le aziende italiane, che possono beneficiare di competenze fresche e innovative.
Opportunità per le imprese italiane
Il presidente Luigi Carunchio di Apri International ha poi illustrato le attività di supporto che stanno venendo messe in atto per favorire l’internazionalizzazione delle imprese. Carunchio ha evidenziato come i dieci talenti kenioti possano diventare veri e propri ambassador del progetto in Kenya, creando un “ponte” tra le aziende italiane e il mercato keniota. Questo scambio culturale e professionale non è solo un’opportunità per i giovani, ma rappresenta anche un vantaggio competitivo per le imprese italiane che desiderano espandere la propria presenza in un mercato in crescita come quello keniota.
Il Kenya, con una popolazione giovane e dinamica, sta investendo significativamente nella formazione e nello sviluppo delle competenze. Questo ha portato a un aumento del numero di laureati nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), che sono sempre più richiesti a livello globale. Pertanto, il progetto FIK si inserisce in un contesto di grande rilevanza, dove la cooperazione tra Italia e Kenya può portare a risultati tangibili in termini di crescita economica e occupazione.
L’incontro di oggi ha evidenziato non solo il potenziale del progetto FIK, ma anche l’impegno dei consulenti del lavoro italiani nel promuovere una cultura della cooperazione internazionale. La mobilità delle competenze è un tema di grande attualità e rilevanza, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato. Le iniziative come il progetto FIK rappresentano un passo importante verso la creazione di un ecosistema in cui il talento possa essere valorizzato, indipendentemente dalla sua origine. Attraverso la formazione e lo scambio di esperienze, si possono generare sinergie che arricchiscono entrambe le nazioni, contribuendo a uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
In conclusione, la strada da percorrere è ancora lunga, ma iniziative come queste dimostrano che il dialogo e la collaborazione possono portare a risultati concreti e positivi per le comunità coinvolte. La speranza è che, attraverso questi progetti, si possano creare nuove opportunità di sviluppo e crescita, non solo per i professionisti coinvolti, ma per l’intera economia dei Paesi coinvolti.