Scandalo in vista: la telefonata tra Sangiuliano e la moglie di Ranucci che potrebbe costare caro

Scandalo in vista: la telefonata tra Sangiuliano e la moglie di Ranucci che potrebbe costare caro

Scandalo in vista: la telefonata tra Sangiuliano e la moglie di Ranucci che potrebbe costare caro

Matteo Rigamonti

Agosto 6, 2025

Il mondo del giornalismo italiano è nuovamente scosso da polemiche e controversie in seguito all’indagine che coinvolge Sigfrido Ranucci, noto conduttore del programma di inchiesta “Report”. La questione è emersa dopo la trasmissione di una telefonata registrata tra Gennaro Sangiuliano, allora ministro della Cultura, e sua moglie Federica Corsini, riguardante il caso di Maria Rosaria Boccia, segretaria della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Ranucci non ha ancora ricevuto un avviso di garanzia, ma è indagato per «interferenze illecite nella vita privata», un’accusa che potrebbe avere conseguenze significative per la sua carriera.

La telefonata e le conseguenze politiche

La telefonata è stata trasmessa da “Report” nel mese di dicembre 2023. In essa, Sangiuliano discute con la moglie della situazione lavorativa di Boccia, rivelando che aveva stoppato il contratto della funzionaria non a causa di presunti conflitti di interesse, come inizialmente sostenuto al Tg1, ma perché era stata sua moglie a chiederlo. Questo scambio ha suscitato un’ondata di indignazione e ha portato alle dimissioni di Sangiuliano il 6 settembre 2024, un evento che ha avuto risonanza non solo in Italia ma anche a livello internazionale, dato il coinvolgimento di un ministro in un caso di potenziale nepotismo e conflitto di interessi.

Reazioni politiche e dibattito pubblico

La reazione del centrodestra è stata immediata e severa. Politici come Maurizio Gasparri hanno definito l’azione di Ranucci come «solo voyeurismo» e hanno chiesto che il conduttore venga licenziato. Gasparri ha dichiarato:

  1. «Ranucci dopo ogni presunto scoop poi scappa, si giustifica. Capisco tutto, ma bisogna rispettare la legge e le persone».
  2. Anche Fratelli d’Italia ha espresso la necessità di tutelare l’immagine della Rai, sottolineando che un programma di servizio pubblico dovrebbe mantenere standard elevati e non scadere nel gossip.

Tuttavia, il Movimento 5 Stelle ha assunto una posizione diametralmente opposta, esprimendo solidarietà a Ranucci e difendendo il diritto alla pubblicazione di notizie di interesse pubblico. La portavoce del M5S ha sottolineato che il lavoro di inchiesta è fondamentale per garantire la trasparenza e la responsabilità nella gestione della cosa pubblica.

La difesa di Ranucci e le sfide del giornalismo

Ranucci ha deciso di rispondere alle accuse, sottolineando che l’audio in questione è stato estrapolato da ore di conversazioni in cui si discutevano questioni di rilevanza pubblica. Ha affermato:

«Stiamo parlando di un audio di pochi secondi estrapolato da ore di conversazioni, quelle sì gossip, con una notizia di grande interesse pubblico, che portò poi a uno scandalo internazionale e alle dimissioni di un ministro». La sua difesa si basa sull’argomento che il suo lavoro ha contribuito a svelare dinamiche che altrimenti sarebbero rimaste oscure, portando alla luce una situazione che coinvolge direttamente la politica italiana e i suoi rappresentanti.

In un contesto in cui la trasparenza e l’integrità sono sempre più richieste dai cittadini, il caso Sangiuliano-Boccia ha messo in evidenza le difficoltà e le pressioni che i giornalisti si trovano ad affrontare nel cercare di svolgere il loro lavoro. Da un lato, c’è la necessità di informare il pubblico su questioni di rilevanza politica; dall’altro, c’è il rischio di invadere la sfera privata dei soggetti coinvolti. Questo equilibrio è spesso difficile da mantenere e porta a situazioni conflittuali come quella attuale.

Ranucci ha anche fatto riferimento alla decisione del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti, che ha già archiviato la sua posizione in merito a questa vicenda. Questo sviluppo potrebbe rappresentare una protezione per il conduttore, ma non elimina le pressioni politiche e sociali che sta affrontando. La reazione del pubblico e dei politici è stata forte e polarizzata, dimostrando quanto sia spinoso il tema della libertà di stampa in un’epoca in cui le fake news e il discredito professionale sono all’ordine del giorno.

L’indagine su Ranucci non è solo un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di sfide per il giornalismo investigativo in Italia. La pressione per mantenere un alto standard etico e professionale è costante, mentre il rischio di rappresaglie politiche e legali è sempre presente. In questo scenario complesso, la questione resta aperta e continua a suscitare dibattiti e discussioni accese, sia tra i professionisti del settore che tra il pubblico.