Negli ultimi anni, il panorama degli investimenti in Borsa Italiana ha vissuto trasformazioni significative, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) che ha preso piede come protagonista indiscusso. Con un patrimonio di 81 miliardi di euro, il MEF ha registrato un impressionante incremento del 26,7% rispetto all’anno precedente, superando la performance dell’indice Ftse Mib, fermo a un +21%. Questa crescita non solo è rilevante per il valore assoluto, ma ha anche un impatto sostanziale sul mercato.
L’importanza del patrimonio pubblico
La quota del patrimonio pubblico rappresenta l’8% del listino azionario italiano, un dato che sottolinea l’importanza degli investimenti statali. A trainare questo andamento positivo è stato il settore della Difesa, con aziende come Leonardo e Fincantieri che hanno registrato incrementi rispettivamente del 121% e del 225%. Questi risultati brillanti sono il riflesso di un contesto internazionale caratterizzato da una crescente domanda di sicurezza e infrastrutture.
Altri settori strategici, come Poste Italiane, Italgas e Webuild, hanno contribuito significativamente alla crescita del patrimonio pubblico. La gestione oculata delle risorse da parte del MEF, attraverso strumenti come la Cassa Depositi e Prestiti, ha ottimizzato gli investimenti, garantendo rendimenti solidi anche in un contesto di mercato volatile.
I Paperoni in Borsa
Se da un lato lo Stato si afferma come il principale investitore in Borsa, dall’altro i privati non possono essere sottovalutati. Al vertice della classifica dei Paperoni in Borsa troviamo gli eredi di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, il cui patrimonio è cresciuto a 51,5 miliardi di euro, con un incremento del 31% rispetto ai 39,4 miliardi dello scorso anno. Tuttavia, la situazione per gli eredi è complessa, poiché non è ancora stata trovata una soluzione definitiva per la gestione dell’eredità.
In seconda posizione troviamo la famiglia Rocca, con un patrimonio di quasi 10 miliardi e un incremento del 7%, principalmente grazie a Tenaris, leader nel settore oil & gas. Al contrario, la famiglia Agnelli-Elkann ha subito una contrazione del 10%, a causa del rallentamento delle attività di Exor e Stellantis.
La presenza dei fondi esteri
Un altro aspetto da considerare è la presenza significativa dei fondi esteri in Piazza Affari, con investimenti che ammontano a circa 80 miliardi di euro, quasi pari al patrimonio del MEF. In cima a questa classifica troviamo BlackRock, con 22 miliardi, seguita dal fondo sovrano norvegese Norges Bank, che gestisce 12 miliardi. Anche gli enti locali contribuiscono al mercato, con Roma Capitale che detiene 2 miliardi in Acea e Milano e Brescia che hanno investito 1,6 miliardi ciascuna in utility locali.
Questi dati delineano un quadro complesso e in continua evoluzione per gli investitori, dove lo Stato emerge come principale attore. Tuttavia, le famiglie imprenditoriali e le istituzioni finanziarie continuano a giocare un ruolo fondamentale nel sostenere l’economia italiana. La graduatoria complessiva, accessibile sul sito di Milano Finanza, conta 751 famiglie e imprenditori con patrimoni azionari totali di 197 miliardi di euro, corrispondenti al 20% della capitalizzazione complessiva di Borsa Italiana. Questo dato sottolinea l’importanza del mercato dei capitali in Italia e il ruolo cruciale che esso gioca nell’economia nazionale.
