Golino rivive il dramma di ‘Una ragazza interrotta’ in ‘La gioia’

Golino rivive il dramma di 'Una ragazza interrotta' in 'La gioia'

Golino rivive il dramma di 'Una ragazza interrotta' in 'La gioia'

Giada Liguori

Agosto 29, 2025

L’omicidio di Gloria Rosboch, l’insegnante di 49 anni uccisa nel 2016 nel Canavese, non è solo un tragico fatto di cronaca; è anche la fonte di ispirazione per l’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, nonché per il film “La Gioia”, diretto da Nicolangelo Gelormini. Questo film, che ha come protagonisti Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi, è l’unico titolo italiano in gara alle Giornate degli Autori, una sezione autonoma della Mostra del Cinema di Venezia. Nonostante la sua partecipazione a festival di prestigio, il film arriverà nelle sale cinematografiche più tardi, distribuito da Vision Distribution.

Il personaggio di Gioia

Valeria Golino interpreta il personaggio di Gioia, una figura complessa e sfumata, che l’attrice descrive come una “ragazza interrotta”. “Il mio personaggio – spiega Golino all’ANSA – potrebbe sembrare una vittima, ma non è solo questo. È una donna che ha un po’ della ragazza interrotta, una signora che è rimasta sentimentalmente un’adolescente, cristallizzata per varie circostanze, tra cui il suo rapporto con i genitori e le paure accumulate nel tempo”. Gioia è un’insegnante di francese di 50 anni, timida e riservata, che si prende cura dei suoi anziani genitori nella casa di famiglia. La sua vita monotona viene stravolta dall’incontro con Alessio, interpretato da Saul Nanni, un inquieto studente di liceo che usa il suo corpo, talvolta in abiti femminili, per sedurre e truffare chiunque gli capiti a tiro.

La dinamica tra Gioia e Alessio

Il personaggio di Alessio vive uno stile di vita borderline, sostenuto dalla complicità di Cosimo, interpretato da Francesco Colella, amante e amico di famiglia, e dalla madre cassiera, Carla, interpretata da Jasmine Trinca, sempre in difficoltà economiche. Alessio, riconoscendo la fragilità di Gioia, crea attorno a lei un bozzolo di attenzioni e gesti affettuosi, portandola a innamorarsi di lui. Questa vulnerabilità inizialmente colpisce anche Alessio, ma l’attrazione per i soldi e la voglia di rivalsa del ragazzo lo spingono su un percorso sempre più oscuro e inquietante.

  1. Gioia mostra un’innocenza protetta dalle circostanze.
  2. Alessio incarna una spregiudicatezza che emerge dalle sue scelte.
  3. La relazione tra i due personaggi evidenzia le dinamiche di manipolazione e vulnerabilità.

Tematiche universali e ambiguità

Nicolangelo Gelormini, il regista, ha dichiarato che “La Gioia” affronta tematiche universali legate all’amore e alla manipolazione. “Racconta qualcosa che conoscevo, l’anticorpo al sentimento dell’amore e come quando lo senti profondamente, immagini che possa colpire anche altre persone”, afferma. Questo tema di ambiguità è ben rappresentato dai personaggi; ogni figura nel film rivela continuamente lati differenti della propria personalità rispetto a ciò che era inizialmente proposto.

Jasmine Trinca, nel ruolo della madre di Alessio, aggiunge un’ulteriore dimensione al film. “Il gioco interessante qui è che ogni personaggio ha un’ambiguità rispetto a se stesso”, spiega. La madre non è solo una figura morbosa e ambigua, ma proietta su suo figlio le sue aspettative, tradendo una delle leggi fondamentali della maternità: quella che i figli debbano essere liberi e lasciati andare. Questa proiezione di sé sulla figura del figlio è un tema ricorrente, che evidenzia come le relazioni familiari possano influenzare in modo profondo le scelte individuali.

La storia di Gioia e Alessio rappresenta una riflessione su come le vulnerabilità e le fragilità umane possano diventare terreno fertile per dinamiche distruttive. La Golino, con la sua interpretazione intensa, riesce a dare vita a un personaggio che è al contempo vittima e artefice della propria storia. La pellicola, con la sua narrazione avvincente e i suoi personaggi complessi, invita lo spettatore a interrogarsi sulle proprie scelte e sulle conseguenze delle proprie azioni.

Con il suo messaggio potente e le sue interpretazioni straordinarie, “La Gioia” si preannuncia come un’opera che non solo intrattiene, ma stimola anche una profonda riflessione su tematiche attuali e universali. La fragilità umana, l’amore e le dinamiche di manipolazione sono elementi che rendono questo film un’opera da non perdere.