Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio

Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio

Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio

Giada Liguori

Agosto 29, 2025

Mentre la Mostra del Cinema di Venezia si prepara a brillare sotto i riflettori, con una parata di star, registi e produttori che celebrano il grande schermo, un’altra realtà si staglia in ombra: quella dei lavoratori del settore cinematografico e audiovisivo. Da quasi due anni, migliaia di professionisti del settore si trovano in una situazione di stallo, privi di reddito e prospettive. È in questo contesto che nasce il movimento #siamoaititolidicoda, che si fa portavoce delle istanze di queste maestranze dimenticate dalla grande festa del cinema.

crisi produttiva e occupazionale

Il movimento denuncia con forza una crisi produttiva e occupazionale che ha colpito duramente l’industria cinematografica italiana. “Stiamo vivendo un’emorragia economica e un gravissimo disagio sociale”, afferma il comitato, evidenziando il fatto che molte famiglie dipendono dal lavoro nel settore. Mentre a Venezia si celebra il talento cinematografico, c’è un’enorme fetta di lavoratori che vive quotidianamente in un clima di incertezza e precarietà.

Il contrasto tra l’immagine scintillante della Mostra e la realtà dei lavoratori è palpabile. “Il cinema italiano non è solo il tappeto rosso di Venezia, ma è soprattutto il lavoro, la professionalità e il sacrificio di chi opera dietro le quinte. E noi siamo ai titoli di coda: noi facciamo il film, non dimenticatelo”, ribadisce il comitato. Questo messaggio chiaro e diretto ricorda l’importanza di chi lavora in silenzio, lontano dai riflettori, ma essenziale per la realizzazione di ogni progetto cinematografico.

dati preoccupanti sulle produzioni

Uno dei dati più preoccupanti forniti dal movimento riguarda le produzioni attive nel periodo estivo. Da giugno ad agosto, solo 12 produzioni erano in corso su tutto il territorio nazionale, la maggior parte delle quali rappresentava progetti già avviati nei mesi precedenti. Questa cifra irrisoria traduce in disoccupazione di fatto l’intero comparto. Questo scenario inquietante è il risultato di una crisi che ha colpito l’intero settore, amplificata dalla pandemia di COVID-19, che ha imposto stop forzati e limitazioni alle attività produttive.

Le difficoltà non si fermano solo al numero di produzioni. Molti professionisti del settore, che si trovano a fronteggiare l’assenza di lavoro, vivono una condizione di precarietà che si traduce in ansia e incertezze per il futuro. Molti di loro, abituati a un lavoro stagionale o a contratti a progetto, si trovano ora a dover fare i conti con una crisi che ha ridotto drasticamente le opportunità di impiego. Il settore, già vulnerabile, ha subito un duro colpo, e il rischio di una “generazione perduta” di giovani talenti è concreto.

la necessità di un intervento

L’ipocrisia di un evento come la Mostra del Cinema di Venezia che ignora queste realtà è un tema ricorrente nel discorso del movimento. La celebrazione del cinema non può prescindere dal riconoscimento del lavoro di chi lo crea. È fondamentale che le istituzioni e gli organizzatori dell’industria cinematografica si rendano conto della necessità di supportare non solo i protagonisti sullo schermo, ma anche tutti coloro che lavorano dietro le quinte.

In questo contesto, il movimento #siamoaititolidicoda si sta mobilitando per richiedere maggiore attenzione e sostegno. La richiesta è chiara: è fondamentale mettere in atto misure di sostegno economico e politiche attive per il lavoro, affinché il settore possa riprendersi e tornare a prosperare. Senza un intervento deciso, il rischio è che molti professionisti, costretti a cercare opportunità altrove, abbandonino un settore che hanno contribuito a costruire.

In questo periodo di crisi, è essenziale che la comunità cinematografica si unisca per trovare soluzioni concrete. Spesso i festival e le manifestazioni cinematografiche diventano l’occasione per riflettere sulle questioni più ampie che riguardano l’industria. In questo caso, la Mostra del Cinema di Venezia potrebbe rappresentare un’importante piattaforma per dare voce a chi opera nei settori meno visibili del cinema, portando alla ribalta le istanze di chi vive una realtà difficile.

Il futuro del cinema italiano dipende dalla capacità di affrontare queste sfide. È necessario un impegno collettivo per garantire che il settore possa tornare a brillare, non solo sul tappeto rosso, ma anche attraverso il lavoro e la dedizione di chi ogni giorno contribuisce alla realizzazione di storie che emozionano e ispirano. La lotta per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori del cinema è un passo fondamentale verso un’industria più equa e sostenibile, dove ogni voce, anche quella che si trova ai titoli di coda, possa essere ascoltata e valorizzata.