Il recente ritiro della missione Unifil nel 2027, deciso dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, segna una fase cruciale per la stabilità del Libano. Questa missione, attiva dal 1978, ha avuto come scopo principale quello di garantire la sicurezza nel sud del Libano, un’area storicamente segnata da conflitti. Con la nuova risoluzione, il Consiglio ha stabilito che la missione si estenderà fino al 31 dicembre 2026, per poi avviare un “ritiro ordinato e sicuro” della durata di un anno.
La decisione è stata presa all’unanimità dai quindici membri del Consiglio di Sicurezza, frutto di un lungo processo di negoziazione, in particolare con gli Stati Uniti. La bozza di risoluzione proposta dalla Francia indica un cambiamento strategico nella gestione della sicurezza nel Libano meridionale, evidenziando la volontà della comunità internazionale di trasferire la responsabilità della sicurezza al governo libanese.
il contesto della missione unifil
La missione Unifil è stata istituita in risposta all’invasione israeliana del Libano nel 1978, con l’obiettivo di stabilizzare la regione e proteggere i civili. Nel corso degli anni, il numero di soldati di pace è aumentato, arrivando a includere oltre 10.000 militari provenienti da vari paesi, tra cui più di mille italiani.
Negli ultimi anni, l’efficacia della missione è stata messa in discussione, in particolare dagli Stati Uniti e dai loro alleati, tra cui Israele. Gli Usa hanno sollevato dubbi sull’operato di Unifil, sostenendo che non abbia raggiunto gli obiettivi di stabilizzazione e contenimento delle attività di Hezbollah, il gruppo militante sciita libanese. Questo scetticismo ha influenzato le discussioni nel Consiglio di Sicurezza, spingendo verso una riformulazione del mandato di Unifil e la decisione di pianificare un ritiro.
le sfide per il governo libanese
La risoluzione approvata richiede che Unifil cessi le operazioni entro il 31 dicembre 2026 e avvii il processo di ritiro in consultazione con il governo libanese. Questo rappresenta un passo importante verso l’obiettivo di rendere il governo libanese il “solo garante della sicurezza nel Libano meridionale”. Tuttavia, la situazione in Libano è complessa, caratterizzata da:
- Crisi economica senza precedenti
- Instabilità politica
- Conseguenze del conflitto siriano
Questi fattori complicano la capacità del governo libanese di esercitare il controllo, specialmente nel sud, dove Hezbollah ha una forte influenza.
implicazioni geopolitiche e umanitarie
Il ritiro di Unifil potrebbe creare ulteriori incertezze. Se da un lato il Consiglio di Sicurezza ha fiducia nel governo libanese, molti osservatori temono che la rimozione delle forze di pace possa portare a un vuoto di potere, aumentando le tensioni e i conflitti. Inoltre, la missione Unifil ha un’importante funzione umanitaria, offrendo assistenza ai rifugiati e ai civili colpiti da conflitti. La sua assenza potrebbe avere conseguenze devastanti per la popolazione civile, già in condizioni difficili.
Infine, la decisione di ritirare Unifil ha anche implicazioni geopolitiche più ampie. La presenza di forze di pace dell’Onu nel Libano meridionale ha contribuito a mantenere un certo equilibrio tra attori regionali, come Hezbollah e Israele. Il ritiro potrebbe alterare questo equilibrio e innescare nuove dinamiche di conflitto.
Il futuro della missione Unifil e la sicurezza nel Libano meridionale rimangono incerti. Sarà fondamentale monitorare gli sviluppi della situazione nei prossimi anni, mentre il governo libanese si prepara a prendere il comando della sicurezza nella regione. Gli occhi del mondo saranno puntati su come si evolverà il contesto politico e sociale in Libano e se il paese sarà in grado di affrontare le sfide che lo attendono.