Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all’Iran

Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all'Iran

Russia e Cina chiedono un rinvio di sei mesi per le sanzioni all'Iran

Matteo Rigamonti

Agosto 29, 2025

In un contesto geopolitico in continua evoluzione, Russia e Cina stanno cercando di influenzare le dinamiche internazionali attraverso una proposta significativa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La loro bozza di risoluzione chiede un’estensione di sei mesi per l’attuazione della Risoluzione 2231, che riguarda l’accordo nucleare con l’Iran. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni notevoli sulle relazioni internazionali e sulla stabilità del Medio Oriente.

Il vice ambasciatore russo all’ONU, Dmitry Polyanskiy, ha espresso forte disappunto nei confronti delle azioni delle potenze europee, in particolare Francia, Gran Bretagna e Germania, che hanno attivato il meccanismo dello “snapback”. Questo meccanismo consente di ripristinare le sanzioni internazionali in caso di violazioni dell’accordo nucleare da parte dell’Iran. Polyanskiy ha definito questa mossa “assolutamente illegale”, sottolineando che i paesi europei non hanno rispettato l’accordo del 2015 in buona fede. Le sue osservazioni evidenziano che le azioni europee non solo compromettono la diplomazia, ma rischiano anche di aumentare le tensioni nella regione.

il contesto della risoluzione 2231

La Risoluzione 2231, adottata nel 2015, sostiene l’accordo noto come Piano d’azione congiunto globale (JCPOA). Questo accordo mirava a limitare il programma nucleare iraniano in cambio di un alleggerimento delle sanzioni economiche. Tuttavia, la situazione si è complicata dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018 e l’imposizione di nuove sanzioni da parte di Washington. Di seguito alcuni punti chiave della situazione attuale:

  1. Ritiro degli Stati Uniti: Il ritiro ha portato a un aumento delle tensioni e a un deterioramento della situazione.
  2. Superamento dei limiti: L’Iran ha iniziato a superare i limiti imposti dall’accordo, riaccendendo le preoccupazioni internazionali.
  3. Interessi strategici: La crescente alleanza tra Mosca e Pechino amplifica le tensioni tra le potenze occidentali e l’Iran.

le conseguenze delle azioni europee

Polyanskiy ha avvertito che la situazione attuale rappresenta un crocevia per il mondo, dove una possibilità di pace è rappresentata dal dialogo e dalla cooperazione, mentre l’altra possibilità, rappresentata dalle azioni europee, conduce a un’escalation di conflitti. Ha accusato le potenze europee di non essere interessate alla diplomazia, evidenziando che le loro azioni potrebbero avere conseguenze devastanti non solo per l’Iran, ma per l’intera regione e oltre.

L’atteggiamento di Mosca e Pechino si contrappone a quello degli Stati Uniti e delle potenze europee, che vedono nelle sanzioni un modo per costringere l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati. Tuttavia, molti esperti avvertono che un approccio aggressivo potrebbe spingere Teheran a rafforzare ulteriormente il suo programma nucleare.

prospettive future e stabilità globale

Il contesto geopolitico attuale è influenzato da vari fattori, tra cui le tensioni tra Stati Uniti e Cina e le crisi in Ucraina. La proposta di Mosca e Pechino non solo mira a salvaguardare gli interessi iraniani, ma rappresenta anche una strategia per sfidare l’egemonia occidentale. Questo sviluppo potrebbe influenzare le dinamiche di potere nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove la Russia e la Cina hanno dimostrato una crescente propensione a sostenere posizioni contrarie agli Stati Uniti.

In un clima di crescente polarizzazione, la questione iraniana rimane cruciale per la sicurezza globale. L’approccio di Russia e Cina, sebbene accolto con scetticismo dalle potenze occidentali, potrebbe rappresentare una nuova via per il dialogo e la diplomazia, a patto che tutte le parti coinvolte siano disposte a impegnarsi seriamente per trovare una soluzione pacifica e duratura. L’evoluzione di questa situazione nei prossimi mesi sarà fondamentale per comprendere le future relazioni internazionali e la stabilità del Medio Oriente.