Le origini di Stonehenge, il famoso monumento megalitico situato nella pianura di Salisbury, continuano a suscitare interrogativi tra ricercatori e appassionati di archeologia. Recentemente, un’analisi di un antico dente di bovino, rinvenuto nei pressi del monumento negli anni ’20 del Novecento, ha fornito nuove informazioni sul trasporto delle pietre che compongono la struttura. Questo studio, condotto da un team britannico guidato dall’archeologo Michael Parker Pearson dell’University College di Londra, è stato pubblicato nel Journal of Archaeological Science e rappresenta un importante passo avanti nella comprensione delle tecniche utilizzate dai nostri antenati.
Il dente in questione, parte di una mascella di bovino, è stato trovato nel 1924 accanto all’ingresso sud di Stonehenge. Grazie a un’analisi dettagliata della composizione chimica di uno dei molari, i ricercatori sono riusciti a datare il reperto all’epoca della costruzione del monumento, che si colloca tra il 2995 e il 2900 a.C. La scoperta più intrigante è stata l’indicazione che il bovino provenisse molto probabilmente dal Galles, suggerendo che gli animali da traino fossero utilizzati per il trasporto delle pietre.
le pietre blu di stonehenge
Le pietre blu di Stonehenge, più piccole e scure rispetto alle altre, sono già state oggetto di studi precedenti che suggerivano la loro provenienza dalle colline di Preseli, nel Pembrokeshire, in Galles. L’analisi del dente ha fornito ulteriori prove a supporto di questa teoria, confermando l’ipotesi che i bovini avessero un ruolo significativo nel trasporto delle pietre dal luogo di origine fino al sito di Stonehenge.
Utilizzando tecniche di analisi isotopica su carbonio, ossigeno, stronzio e piombo, gli scienziati hanno potuto ricostruire non solo l’origine dell’animale, ma anche la sua dieta e i suoi spostamenti nel tempo. Ecco alcuni dei risultati più significativi emersi dallo studio:
- Isotopi di ossigeno: hanno rivelato che il dente ha registrato circa sei mesi di crescita, dall’inverno all’estate, suggerendo che l’animale ha vissuto in un ambiente stagionalmente variabile.
- Isotopi di carbonio: hanno dimostrato che la dieta del bovino cambiava in base alle stagioni, con foraggio boschivo durante l’inverno e pascolo aperto in estate.
- Isotopi di stronzio: indicano che le fonti alimentari stagionali dell’animale provenivano da diverse aree geologiche, suggerendo spostamenti stagionali o importazioni di foraggio.
- Isotopi di piombo: hanno rivelato che l’animale provenisse da un’area con rocce paleozoiche molto antiche, come quelle delle colline di Preseli.
implicazioni della ricerca
Gli studiosi hanno anche notato che gli insoliti picchi di piombo presenti nel dente potrebbero indicare che il piombo immagazzinato nelle ossa dell’animale era stato mobilizzato a causa dello stress dovuto a una gravidanza o all’allattamento. Questo ha portato a concludere che il bovino fosse una femmina, un’ulteriore informazione che arricchisce il contesto della vita animale in epoca neolitica.
La ricerca su Stonehenge non si limita solo alla scoperta di animali da traino. Gli archeologi hanno dedicato decenni di studi all’analisi delle pietre e alla comprensione delle tecniche costruttive utilizzate dai costruttori del monumento. Stonehenge, composto da enormi blocchi di pietra arenaria, è stato realizzato in diverse fasi e il suo scopo rimane oggetto di dibattito. Alcuni studiosi suggeriscono che il sito fosse un luogo di culto o un osservatorio astronomico, mentre altri lo vedono come un cenotafio, un memoriale per i defunti.
Il legame tra Stonehenge e il Galles si fa sempre più forte grazie a queste nuove scoperte. I ricercatori continuano a esplorare le implicazioni di queste evidenze, cercando di comprendere il ruolo significativo che gli scambi culturali e materiali hanno avuto nello sviluppo delle società neolitiche. La scoperta del dente di bovino, quindi, non è solo un tassello in più nel mosaico di Stonehenge, ma offre spunti per riflessioni più ampie sulle pratiche agricole, sui trasporti e sulle interazioni tra comunità durante un periodo cruciale della storia umana.
Questo studio rappresenta un esempio di come l’archeologia moderna possa utilizzare tecnologie avanzate per approfondire la nostra comprensione del passato. Con ogni nuova scoperta, la storia di Stonehenge diventa sempre più complessa e affascinante, invitando alla curiosità e all’esplorazione continua di uno dei luoghi più misteriosi e iconici del mondo.