Allerta nel mondo del lavoro: le imprese cercano laureati, ma mancano decine di migliaia di candidati

Allerta nel mondo del lavoro: le imprese cercano laureati, ma mancano decine di migliaia di candidati

Allerta nel mondo del lavoro: le imprese cercano laureati, ma mancano decine di migliaia di candidati

Matteo Rigamonti

Agosto 30, 2025

Il mercato del lavoro italiano sta vivendo un momento di grande trasformazione, con cambiamenti rapidi e significativi che richiedono un adeguamento costante del sistema formativo. Secondo una recente analisi della Fondazione studi consulenti del lavoro, il mismatch tra le competenze offerte dai laureati e quelle richieste dalle imprese sta diventando un fenomeno sempre più preoccupante. Nonostante gli sforzi per migliorare l’orientamento e ampliare l’offerta didattica, il divario tra le competenze disponibili e quelle necessarie continua ad aumentare, compromettendo la capacità del Paese di valorizzare i propri talenti.

Dati allarmanti sulle immatricolazioni universitarie

I dati relativi all’immatricolazione per l’anno accademico 2024/2025 rivelano una tendenza preoccupante: cresce il numero di iscrizioni a corsi di laurea con scarse opportunità occupazionali. Ecco alcuni esempi significativi:

  1. Psicologia: +94% negli ultimi dieci anni
  2. Lettere e filosofia: +46%
  3. Scienze della formazione: +46%
  4. Arte e design: +40%

Al contrario, settori fondamentali come ingegneria, informatica ed economia registrano un numero insufficiente di immatricolazioni. Ogni anno, per soddisfare le esigenze del mercato, mancano oltre 22 mila laureati in ingegneria, 14 mila in ambito economico e circa 7 mila in quello medico-sanitario. Questo disallineamento potrebbe aggravarsi ulteriormente, creando difficoltà per le imprese nella ricerca di professionisti qualificati.

Il tasso di occupazione e le differenze tra i percorsi di studi

La nota della Fondazione analizza i dati occupazionali dal 2019 al 2024, proiettando le criticità fino al 2029. Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea varia significativamente a seconda del percorso di studi scelto:

  • Ingegneria industriale: 93,4%
  • Psicologia: 60%

Questi dati sono sorprendenti, considerando che l’occupazione giovanile è aumentata dal 39,1% al 42,7% tra il 2019 e il 2024, con un incremento ancora più marcato per i laureati, il cui tasso è salito dal 48,7% al 55,3%. Tuttavia, questo progresso non basta a colmare il divario tra le competenze richieste e quelle disponibili.

Squilibrio di genere e scelte formative nel sistema educativo

Un ulteriore aspetto critico è il disallineamento di genere nell’istruzione. Nei corsi di educazione e formazione, le donne rappresentano il 93,8% degli immatricolati, mentre sono sottorappresentate nei percorsi tecnico-scientifici, che offrono le maggiori opportunità di impiego. Nella scuola secondaria, oltre il 51% degli studenti ha scelto un liceo, mentre solo il 15,4% ha optato per istituti professionali, più in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Questo rappresenta un calo del 19,3% rispetto al 2018/2019, evidenziando una tendenza preoccupante nella scelta dei percorsi formativi.

Le previsioni per il quinquennio 2025-2029 indicano che le imprese necessiteranno ogni anno di oltre 135 mila diplomati da percorsi professionali, ma il sistema educativo attuale è in grado di fornire solo 70 mila di questi, creando una carenza strutturale di circa 65 mila unità l’anno. Questa situazione è particolarmente critica nei settori dell’edilizia, meccanica, elettrico, agroalimentare e amministrazione.

Rosario De Luca, presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, ha sottolineato l’importanza di costruire un ponte solido tra scuola e lavoro affinché ogni giovane possa accedere a percorsi di studi realmente in linea con le esigenze del mercato. È fondamentale investire in un sistema formativo che valorizzi i talenti e accompagni i giovani verso opportunità concrete.

Il panorama attuale richiede un ripensamento radicale dell’approccio educativo e del sistema di orientamento. È necessario un dialogo costante tra istituzioni, università e mondo del lavoro, per garantire che i percorsi formativi siano in grado di rispondere alle esigenze del mercato e preparare i giovani alle sfide future. Creare un ecosistema educativo che non solo formi, ma che connetta i giovani con le opportunità di lavoro, è essenziale per favorire la crescita economica e sociale del Paese.