L’industria del mobile italiano, simbolo di design e innovazione, si trova di fronte a una nuova sfida: l’introduzione di dazi sulle importazioni da parte degli Stati Uniti. Questo annuncio risuona come un campanello d’allarme per molti marchi del Made in Italy. In un contesto di crescente protezionismo, i brand italiani stanno ripensando le loro strategie a medio e lungo termine, puntando su qualità, diversificazione e innovazione tecnologica per affrontare le incertezze del mercato internazionale.
La strategia di Unox Casa
Matteo De Lise, General Manager di Unox Casa, un’azienda veneta che ha rivoluzionato il settore della cucina domestica con il suo concept innovativo ‘Starred Living’, ha commentato l’impatto dei dazi sulla sua azienda. “I dazi stanno accelerando la nostra agenda: li trasformiamo in opportunità”, ha dichiarato. La strategia di Unox prevede di espandere la propria presenza negli Stati Uniti, con aperture programmate in stati chiave come:
- California
- Florida
- Texas
- Chicago
- New York
De Lise sottolinea l’importanza di lavorare a stretto contatto con i rivenditori locali per trovare un equilibrio tra prezzo, valore e servizio. “Operiamo nell’altissima gamma: i nostri clienti premiano prestazioni, design ed esperienza, quindi sono meno sensibili al prezzo”, ha aggiunto, evidenziando come il mercato statunitense richieda soluzioni di alta qualità.
Unox non si limita a vendere prodotti, ma sta anche investendo in un nuovo stabilimento produttivo in North Carolina. Questa mossa non solo rappresenta un’opportunità per creare posti di lavoro negli Stati Uniti, ma segna anche un passo strategico per garantire una produzione locale e ridurre i costi legati all’importazione. “Sul domestico, vogliamo preservare il Made in Italy, puntando su design e performance al massimo livello”, ha spiegato De Lise, parlando dell’importanza della loro intelligenza artificiale specializzata nel settore culinario.
La visione di Tonelli Design
Anche Michele Gasperini, titolare di Tonelli Design, un marchio rinomato per gli arredi in vetro, ha condiviso la sua prospettiva sul mercato statunitense. “Gli Stati Uniti hanno sempre rappresentato un punto di riferimento per il nostro fatturato e la nostra strategia di sviluppo. La nostra clientela è composta da segmenti di mercato di alta fascia, che ricercano qualità, innovazione e design”, ha affermato. Gasperini ha notato che nel 2024 gli Stati Uniti hanno raggiunto il 50% del fatturato totale dell’azienda, evidenziando un trend di crescita costante.
Tuttavia, l’annuncio dei dazi ha portato a un clima di incertezze. In aprile, a ridosso del Salone del Mobile di Milano, si parlava di dazi che avrebbero potuto toccare il 50%, un’ipotesi che ha destabilizzato il mercato e provocato un rallentamento degli ordinativi. “La situazione è rimasta invariata in attesa di una definizione ufficiale della quota dazi, che a fine luglio è stata fissata al 15%”, ha spiegato Gasperini, sottolineando come questa stabilizzazione possa offrire un punto fermo in un contesto altrimenti instabile.
Diversificazione e resilienza
In risposta ai potenziali impatti negativi di queste nuove politiche commerciali, molte aziende italiane stanno intraprendendo iniziative per diversificare i loro mercati. Gasperini ha messo in evidenza come la sua azienda abbia già avviato una campagna di comunicazione mirata verso mercati alternativi, come il Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti. “Siamo pronti a partecipare a eventi come la fiera Downtown Design di Dubai a novembre, per esplorare nuove opportunità di business”, ha detto. Questo approccio dimostra la resilienza dell’industria del mobile italiano e la volontà di adattarsi a un contesto globale in continua evoluzione.
L’Unione Europea, da parte sua, è chiamata a rispondere a questa situazione critica, cercando di trovare soluzioni per proteggere il Made in Italy. Le misure di sostegno potrebbero rivelarsi cruciali per le aziende che rischiano di essere maggiormente colpite dai dazi. La sfida è dunque doppia: da un lato, affrontare le nuove normative commerciali, dall’altro, continuare a investire in qualità e innovazione per mantenere la competitività sul mercato globale.
In questo scenario complesso, il Made in Italy si trova a un bivio. La tradizione artigianale, il design distintivo e la capacità di innovare rappresentano armi fondamentali per affrontare le sfide imposte dai dazi e dal mercato internazionale. Le aziende italiane stanno dimostrando che, sebbene i dazi possano rappresentare un ostacolo, possono anche fungere da catalizzatore per l’innovazione e la diversificazione, permettendo loro di rimanere competitive e rilevanti nel panorama globale.