La crisi degli operai specializzati: 4 colloqui su 10 restano vuoti ecco chi manca nel mercato del lavoro

La crisi degli operai specializzati: 4 colloqui su 10 restano vuoti ecco chi manca nel mercato del lavoro

La crisi degli operai specializzati: 4 colloqui su 10 restano vuoti ecco chi manca nel mercato del lavoro

Giada Liguori

Agosto 30, 2025

Nel 2024, l’Italia si confronta con una sfida significativa nel mercato del lavoro, con la previsione di 5,5 milioni di nuovi ingressi. Tra questi, circa 840.000 (il 15% del totale) saranno operai specializzati. Tuttavia, la ricerca di queste figure professionali sta diventando sempre più complessa. Secondo un’analisi della Cgia, il 63,8% degli imprenditori ha segnalato notevoli difficoltà nel trovare candidati idonei. Quando la selezione ha avuto esito positivo, il processo ha richiesto in media quasi cinque mesi, un lasso di tempo che evidenzia le sfide del mercato attuale.

Un dato preoccupante emerge dall’analisi: in quattro casi su dieci, gli insuccessi nei colloqui sono dovuti all’assenza di candidati che si presentano. Questo fenomeno è il risultato di diverse dinamiche. Molti candidati, infatti, non posseggono le competenze tecniche e professionali richieste, specialmente nel settore manifatturiero. Questo divario tra le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico e le esigenze del sistema produttivo è una problematica storica in Italia, accentuata dalla pandemia da Covid-19.

cambiamenti nelle aspettative lavorative

Negli ultimi anni, i giovani hanno mostrato una crescente preferenza per lavori che offrano maggiore flessibilità, autonomia e tempo libero. Questa tendenza si traduce in una minore propensione ad accettare incarichi con orari prolungati, specialmente nei fine settimana, o in condizioni lavorative fisicamente gravose. Questa evoluzione delle aspettative lavorative sta contribuendo al deterioramento della disponibilità di operai specializzati.

settori più colpiti dalla carenza di personale

I settori più colpiti da questa carenza di personale includono:

  1. Edilizia: mancano carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, pavimentatori, palchettisti, stuccatori e gruisti.
  2. Legno: difficoltà nel reperire verniciatori, restauratori di mobili antichi e filettatori attrezzisti.
  3. Tessile-abbigliamento: mancano modellisti, confezionisti e stampatori.
  4. Calzaturiero: carenza di tagliatori, orlatori, rifinitori e cucitori.
  5. Metalmeccanica: domanda superiore all’offerta per tornitori, fresatori, saldatori certificati e operatori di macchine a controllo numerico computerizzato.

differenze geografiche nella disponibilità di operai specializzati

Geograficamente, il Nordest dell’Italia sembra essere la regione più colpita da questa crisi di reperimento. La situazione è particolarmente critica in Trentino-Alto Adige, dove la difficoltà di reperimento ha raggiunto il 56,5%, seguita da Friuli Venezia Giulia (55,3%), Umbria (55%), Valle d’Aosta (54,5%) e Veneto (51,5%). Al contrario, il Mezzogiorno, pur affrontando le sue sfide, presenta percentuali più contenute: in Sicilia la difficoltà di reperimento è del 42%, in Puglia del 41,9% e in Campania del 41%.

Analizzando i dati provinciali, Pordenone si distingue come la provincia più in crisi, con una difficoltà di reperimento del 56,8%. Seguono Bolzano e Trento, entrambe al 56,5%, Gorizia al 56,1% e Cuneo al 55,9%. Al contrario, le province in cui la situazione è relativamente più facile includono Caserta (39,3%), Salerno (38,3%) e Palermo (36,9%).

Guardando al futuro, tra agosto e ottobre 2025, le imprese prevedono di effettuare 1,4 milioni di nuove assunzioni. Le città italiane che domineranno in termini di assunzioni previste sono Milano, con 115.280 nuovi posti, e Roma, con 114.200. Seguono Napoli con 60.290, Torino con 42.530, Bari con 42.060 e Brescia con 31.930. Questi dati evidenziano non solo la necessità di operai specializzati, ma anche l’importanza di un adeguato sistema di formazione che possa colmare il divario tra domanda e offerta.

La situazione attuale richiede un’azione concertata da parte di istituzioni, aziende e scuole per affrontare le carenze di competenze e il disallineamento tra le aspettative lavorative dei giovani e le reali opportunità professionali disponibili. Con il giusto supporto e investimenti in formazione, è possibile avviare un percorso di recupero per garantire un futuro sostenibile e prospero per il mercato del lavoro italiano.