Il 30 agosto 1965 segna una data tragica nella storia dell’emigrazione italiana, quando una valanga colpì il cantiere della diga del Mattmark, in Svizzera, portando via 88 vite, di cui 56 erano di lavoratori italiani. Questi uomini, partiti dal loro paese in cerca di un futuro migliore, si trovarono intrappolati in un destino infausto. La memoria di quel giorno è un monito sempre attuale, come sottolineato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un post su Facebook in occasione del 60° anniversario della tragedia.
La diga del Mattmark e l’emigrazione italiana
La diga del Mattmark, situata nel cantone del Vallese, rappresentava un ambizioso progetto idroelettrico che necessitava di manodopera intensiva. Negli anni ’60, l’Italia stava affrontando una difficile crisi economica, e molti italiani, in particolare dal Sud, cercavano opportunità di lavoro all’estero. La Svizzera, con la sua economia in crescita e la richiesta di lavoratori, divenne una meta ambita. Molti di questi emigranti portavano con sé il sogno di una vita migliore, ma purtroppo, per alcuni di loro, quel sogno si trasformò in un incubo.
Il giorno della tragedia, circa 400 lavoratori si trovavano nel cantiere, immersi nei loro compiti quotidiani. La valanga, scaturita da un’improvvisa instabilità del ghiaccio, travolse il campo. I soccorsi furono immediati, ma le speranze di trovare sopravvissuti si affievolirono rapidamente. La drammaticità della situazione fu amplificata dalla consapevolezza che molti dei deceduti erano giovani padri di famiglia, che avevano lasciato le loro case per cercare di garantire un futuro ai propri cari.
Un capitolo doloroso nella storia dell’emigrazione
La tragedia di Mattmark non è solo un evento isolato nella storia dell’emigrazione italiana, ma rappresenta un capitolo doloroso che continua a risuonare nelle memorie delle comunità italiane all’estero. Ogni anno, in occasione dell’anniversario, si tengono cerimonie commemorative in onore delle vittime. Questi eventi non solo onorano la memoria di coloro che hanno perso la vita, ma servono anche a riflettere sulle sfide e le difficoltà affrontate dagli emigranti italiani nel corso degli anni.
La Russa, nel suo messaggio, ha messo in evidenza l’importanza di ricordare tali eventi. Ha parlato del sacrificio di quei lavoratori come una “memoria dolorosa” che deve essere preservata, affinché le nuove generazioni possano comprendere il valore del lavoro e il significato del sacrificio. La sua affermazione sottolinea che la storia dell’emigrazione italiana è intrisa di episodi di speranza e disperazione, di successo e di tragedia.
La sicurezza nei luoghi di lavoro e il ricordo di Mattmark
La memoria di Mattmark è anche un richiamo alla responsabilità. La sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per i lavori ad alto rischio come quelli in ambito edile e minerario, deve rimanere una priorità. La storia di quei lavoratori italiani ci ricorda che dietro ogni cifra statistica ci sono vite umane, sogni spezzati e famiglie distrutte. La lotta per la sicurezza e i diritti dei lavoratori è una battaglia che continua ancora oggi, e il ricordo di Mattmark deve servire come stimolo per migliorare le condizioni di lavoro ovunque.
Oltre alla commemorazione, è importante anche riflettere su come l’emigrazione continua a influenzare l’Italia e il mondo contemporaneo. Oggi, molti italiani continuano a cercare opportunità all’estero, affrontando sfide simili a quelle dei loro predecessori. La crisi economica, il cambiamento climatico e le nuove dinamiche globali di migrazione pongono interrogativi cruciali su come affrontare il fenomeno migratorio in modo umano e sostenibile.
In questo contesto, il ricordo della tragedia di Mattmark diventa ancor più rilevante. Non si tratta solo di una commemorazione passata, ma di una lezione per il presente e il futuro. È un invito a non dimenticare il sacrificio di coloro che hanno cercato di costruire un futuro migliore per le loro famiglie e a lavorare affinché simili tragiche perdite non si ripetano. La memoria di Mattmark, dunque, si intreccia con la lotta per un lavoro dignitoso e sicuro, un argomento di fondamentale importanza che merita attenzione e impegno da parte di tutti.