Mario Adinolfi e il club delle scommesse: guadagni strabilianti e creditori in ansia

Mario Adinolfi e il club delle scommesse: guadagni strabilianti e creditori in ansia

Mario Adinolfi e il club delle scommesse: guadagni strabilianti e creditori in ansia

Matteo Rigamonti

Agosto 30, 2025

Nel panorama delle iniziative imprenditoriali di Mario Adinolfi, emerge una proposta controversa: il «club esclusivo» Scommessa Collettiva. Questa iniziativa ha attirato l’attenzione non solo per le promesse di rendimenti elevati, ma anche per le contraddizioni rispetto all’immagine di Adinolfi come ultracattolico e conservatore. Fondato alcuni anni fa, il club si è presentato come un’opportunità di investimento nel settore delle scommesse sportive, promettendo rendimenti annui fino al 40%. Tuttavia, il contesto di crescente popolarità delle scommesse ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità di tali promesse e sulla trasparenza della gestione.

promesse e realtà del club scommessa collettiva

Il club Scommessa Collettiva ha attirato investitori con la possibilità di guadagni rapidi. Per partecipare, gli aderenti dovevano versare quote annuali o trimestrali, variabili da 3.000 a 10.000 euro, con la promessa di un ritorno economico sostanzioso grazie a un presunto «team di esperti» e a sofisticati algoritmi di scommessa. Adinolfi ha più volte sostenuto la trasparenza dell’iniziativa, affermando che il capitale investito era sempre garantito e che i membri potevano richiedere il ritiro delle somme senza incorrere in commissioni. Tuttavia, le condizioni per il ritiro si sono rivelate più complesse del previsto.

le insidie delle condizioni di ritiro

  1. Capitale garantito: Adinolfi ha dichiarato che la somma investita è sempre garantita.
  2. Finestra di ritiro: I membri possono richiedere il ritiro solo in specifiche finestre trimestrali.
  3. Rinuncia alle vincite: Chi richiede la restituzione al di fuori di queste finestre accetta di rinunciare alle vincite maturate.

Queste condizioni hanno sollevato dubbi sulla reale trasparenza del club e sulla serietà delle promesse fatte agli investitori.

il crescente scetticismo e le difficoltà dei creditori

Nonostante le promesse di rendimenti elevati, la situazione si è complicata. Adinolfi ha dichiarato che il numero di aderenti era esiguo, parlando di sole 6 o 7 persone coinvolte, contrariamente alle evidenze di un’attività in corso. Negli ultimi mesi, un numero crescente di creditori ha iniziato a bussare alla porta di Adinolfi, cercando di recuperare le somme investite. Molti di loro hanno riportato difficoltà nel tentativo di ottenere il rimborso delle proprie quote, con comunicazioni che si sono limitate a vaghe promesse di liquidazione.

problematiche legali e reputazionali

La situazione è ulteriormente complicata dalla crescente attenzione delle autorità competenti nel settore delle scommesse in Italia. I controlli su pratiche commerciali dubbie e promesse di rendimenti irrealistici hanno reso la posizione di Adinolfi ancora più precaria. Questo scenario ha sollevato interrogativi non solo sulla legalità delle sue operazioni, ma anche sulla sua reputazione, già compromessa dalla sua attività politica controversa.

In conclusione, Mario Adinolfi si trova al centro di una vicenda intricata che mette in luce le contraddizioni tra la sua figura di uomo di fede e il suo coinvolgimento nel settore delle scommesse. L’epilogo di questa storia rimane incerto, ma i creditori continuano a sperare in un riscontro che sembra sempre più lontano. La frustrazione e l’incertezza economica potrebbero avere ripercussioni significative sulla sua carriera e sulla sua immagine pubblica.