Negli ultimi giorni, l’attenzione dei media si è focalizzata su Phica.eu, un portale di contenuti controversi che ha generato un giro d’affari di un milione di euro all’anno. La chiusura del sito da parte degli amministratori, avvenuta dopo la diffusione di immagini di celebrità e contenuti di natura sessuale, ha riaperto il dibattito su chi ci sia realmente dietro a questa piattaforma. Due analisti di intelligence, Valerio Lillo e Lorenzo Romani, hanno intrapreso un’indagine per risalire alla vera identità del proprietario e alla rete di aziende associate a Phica.
Scoperte significative sull’amministratore
La prima scoperta significativa riguarda l’amministratore unico della società che gestisce il portale, identificato come un italiano le cui iniziali sono R.M.. Questo individuo è legato a Hydra Group Eood, una società bulgara con sede a Sofia. Nonostante il capitale sociale di Hydra Group sia di soli 50 euro, il suo ultimo bilancio ha rivelato un fatturato di ben 1,3 milioni di euro. Questa discrepanza ha sollevato interrogativi sulla reale attività commerciale dell’azienda, registrata come fornitore di servizi di consulenza.
Rete di collegamenti e interconnessioni
L’analisi condotta da Lillo e Romani ha svelato una rete complessa di collegamenti tra vari domini e certificati SSL, tutti riconducibili a Phica.net e Phica.eu. Il server che ospita il portale utilizza Cloudflare per proteggere l’indirizzo IP, rendendo difficile risalire all’identità esatta dei gestori. Tuttavia, iscrivendosi al forum e analizzando i dati di registrazione, i ricercatori sono riusciti a individuare l’indirizzo IP corretto, rivelando anche l’esistenza di un altro sito collegato: webcam.phica.net.
Questo sito ha una grafica differente da Phica.eu, ma le note legali indicano che la responsabilità del trattamento dei dati è passata, nel tempo, da B4 Web Sociedad Limitada a Atelier Noire Ltd, un’azienda britannica che gestisce il dominio ragazzeinvendita.com, noto per la pubblicazione di contenuti erotici. La presenza di Hydra Group Eood è cruciale, poiché gestisce i flussi di pagamento per queste piattaforme, suggerendo un’interconnessione fra i vari servizi offerti.
Implicazioni legali e sfide normative
Le indagini hanno rivelato che l’operatività di Phica.eu non è un caso isolato, ma parte di un sistema più ampio spesso utilizzato da piattaforme di streaming illegale. Questo sistema consente di bypassare i divieti imposti dai provider, rendendo difficile la tracciabilità delle attività illecite. I ricercatori hanno evidenziato che il sito potrebbe configurarsi come responsabile di reati quali la diffamazione e la diffusione illecita di immagini o video a carattere sessuale, notoriamente conosciuti come revenge porn. Oltre a questo, i post che incitano alla violenza sessuale potrebbero costituire un’istigazione a delinquere.
Tuttavia, è importante sottolineare che eventuali reati si configurerebbero principalmente a carico degli utenti che pubblicano contenuti illeciti, piuttosto che del gestore del forum. Infatti, l’amministratore ha cercato di mettersi al riparo da responsabilità legali rimuovendo i contenuti controversi.
La storia di Phica.eu non è solo quella di un portale controverso, ma rappresenta un caso emblematico delle dinamiche oscure che caratterizzano il mondo del web, dove la legalità e l’illegalità si intrecciano in modi complessi. Con un giro d’affari che supera il milione di euro e un proprietario italiano che si cela dietro una rete di aziende e domini, questo caso invita a riflettere sulle sfide normative e legali che le autorità devono affrontare per regolamentare un settore in continua evoluzione.