Nepal: ricerche degli alpinisti dispersi fermate a causa di neve e detriti rocciosi

Nepal: ricerche degli alpinisti dispersi fermate a causa di neve e detriti rocciosi

Nepal: ricerche degli alpinisti dispersi fermate a causa di neve e detriti rocciosi

Matteo Rigamonti

Novembre 8, 2025

Kathmandu, 8 novembre 2025 – Sono state sospese questa mattina le ricerche degli alpinisti dispersi sul Dolma Khang, in Nepal, dopo giorni di tentativi bloccati da condizioni climatiche proibitive. Tra i dispersi c’è Marco Di Marcello, biologo 37enne di Teramo, scomparso lunedì scorso insieme ad altri quattro membri di una spedizione internazionale travolta da una valanga. La decisione è arrivata dopo un nuovo peggioramento del tempo. I soccorritori hanno constatato che la neve supercompatta e i detriti rocciosi rendono impossibile proseguire.

Dolma Khang, la montagna che non lascia scampo

A dare la notizia è stato il fratello di Marco, Gianni Di Marcello, che ha ricevuto l’aggiornamento da uno dei coordinatori delle operazioni, Manuel Munari. “Questa mattina ci hanno comunicato che le ricerche di Marco sono state sospese”, ha raccontato Gianni al telefono. Il maltempo impedisce i voli in quota. Il terreno, coperto da neve durissima e massi, non permette di scavare.

Munari ha confermato la decisione anche su Facebook, sulla pagina di Avia Mea, l’organizzazione che coordina i soccorsi: “Purtroppo dobbiamo fermarci. La neve supercompatta rende impossibile continuare a scavare. Terremo d’occhio la situazione e decideremo come muoverci in seguito”.

I dispersi e il drammatico bilancio

Oltre a Marco Di Marcello, sono ancora dispersi Markus Kirchler (altoatesino), il tedesco Jakob Schreiber e i nepalesi Mere Karki e Padam Tamang. La spedizione, partita pochi giorni fa per tentare la vetta del Dolma Khang (6.332 metri), è stata investita da una valanga in una zona già pericolosa. Prima della sospensione, il bilancio ufficiale parlava di sette vittime certe, colpite dalla tempesta di neve che ha flagellato l’area.

Le autorità nepalesi spiegano che da subito le operazioni sono state complicate dalla scarsa visibilità e da accumuli nevosi anomali. “In queste condizioni, rischiare la vita dei soccorritori è troppo alto”, ha detto un funzionario locale. Solo con il passare delle ore si è capito quanto fosse grave la situazione.

Il dolore delle famiglie in attesa

A Teramo, la famiglia Di Marcello segue ogni aggiornamento con il fiato sospeso. “Speravamo in una svolta, ma ora dobbiamo solo aspettare”, confida un parente. In città l’atmosfera è carica di tensione: amici e conoscenti si sono stretti attorno ai familiari. Marco viene ricordato come un giovane appassionato di montagna e natura. “Era preparato, sapeva bene cosa significava affrontare certe sfide”, ricorda un amico d’infanzia.

Anche nelle comunità degli altri dispersi la preoccupazione è palpabile. In Alto Adige, dove viveva Markus Kirchler, la sospensione delle ricerche è stata un duro colpo. “Non molliamo”, dice un portavoce del gruppo alpinistico locale.

Cosa succederà nelle prossime settimane

I soccorritori spiegano che si potrà riprendere solo se il meteo migliorerà e la neve si farà meno dura. “Terremo la situazione sotto controllo”, assicura Munari. Per ora, però, qualsiasi tentativo sarebbe inutile.

Il caso del Dolma Khang riporta sotto i riflettori i pericoli delle spedizioni ad alta quota in Himalaya. Negli ultimi anni, secondo l’Himalayan Database, gli incidenti causati da valanghe e tempeste sono cresciuti del 15%. Eppure, la voglia di sfidare queste montagne non si ferma.

Le famiglie sperano almeno di poter recuperare i corpi quando le condizioni lo permetteranno. Fino ad allora, resta solo il silenzio della montagna e l’attesa di notizie che tardano ad arrivare.