Milano, 8 novembre 2025 – Un colpo di scena scuote il caso Garlasco. Ieri sera, durante la trasmissione “Ore 14 Sera” su Rai2, condotta da Milo Infante, è emerso un dettaglio che potrebbe cambiare tutto: sotto un’unghia della mano destra di Chiara Poggi, la ragazza uccisa nella sua casa il 13 agosto 2007, è stato trovato un quantitativo consistente di Dna maschile. Il profilo genetico sarebbe di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e ora iscritto nel registro degli indagati. Una scoperta che riapre vecchie domande sulla dinamica dell’omicidio.
Dna sotto l’unghia: la pista che cambia la storia
Il programma Rai ha rivelato che il Ris di Parma ha isolato materiale genetico maschile in una provetta legata alla mano destra di Chiara, probabilmente proprio dal mignolo. Fonti vicine alle indagini dicono che la quantità di Dna è “significativa” e non può essere frutto di una semplice contaminazione. Secondo gli esperti, si tratta di un contatto diretto, tipico di una reazione di difesa. In pratica, Chiara potrebbe aver graffiato o stretto il suo aggressore nel tentativo di salvarsi.
Se confermato, questo dettaglio potrebbe stravolgere la ricostruzione finora accettata. Fino a oggi, la versione più accreditata – basata sull’autopsia del medico legale Marco Ballardini – sosteneva che Chiara fosse stata colpita da un oggetto metallico e fosse morta quasi subito, senza poter reagire. Ora si fa strada l’ipotesi di una lotta tra vittima e aggressore.
Gli errori che hanno complicato le indagini
Le prime fasi dell’inchiesta non sono state impeccabili. Le unghie di Chiara furono raccolte in modo frettoloso: tagliate e divise in sole due provette (una per mano), invece che una per dito, come sarebbe stato più corretto. Questa scelta ha reso più difficile le analisi successive, impedendo di associare con precisione i reperti a dita specifiche. Inoltre, una delle unghie – quella del mignolo sinistro – sarebbe sparita nei giorni subito dopo il delitto. Così, sono rimaste solo nove provette a disposizione.
Questi problemi hanno rallentato le indagini e reso più complicato ricostruire l’aggressione. Solo con il progresso delle tecniche forensi è stato possibile riprendere in mano i reperti e cercare nuove risposte.
La consulenza della professoressa Cattaneo
Per chiarire questi nuovi elementi, la Procura ha chiamato a collaborare Cristina Cattaneo, anatomopatologa e docente all’Università degli Studi di Milano. La professoressa dovrà riesaminare sia le cause della morte sia come è andata l’aggressione, partendo dai rilievi autoptici e dalle nuove analisi genetiche.
“L’obiettivo – spiegano fonti giudiziarie – è capire se Chiara ha davvero tentato di difendersi e se questo possa cambiare i tempi e i fatti del delitto”. Cattaneo dovrà anche valutare quanto siano affidabili le nuove analisi e se ci sia il rischio di contaminazioni fatte dopo la morte.
Andrea Sempio indagato: le reazioni a Garlasco
L’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati ha scatenato reazioni contrastanti nel paese. All’epoca dei fatti, Sempio aveva poco più di vent’anni ed era amico stretto del fratello di Chiara. Da sempre si è detto estraneo a questa vicenda. “Non ho nulla da nascondere”, avrebbe detto a persone vicine dopo la notizia.
I suoi avvocati sottolineano che “la presenza di Dna non prova una colpevolezza penale”, mentre la famiglia Poggi aspetta con cautela i prossimi sviluppi. A Garlasco, tra chi conosceva Chiara e la sua famiglia, si respira un clima di attesa e incertezza.
Il caso Garlasco non smette di far parlare
Diciotto anni dopo quel delitto, il caso Garlasco continua a tenere banco, dividendo opinione pubblica e investigatori. Le nuove tecnologie e l’attenzione dei media hanno riacceso i riflettori su una vicenda che sembrava chiusa. Nei prossimi giorni si capirà se questo nuovo filone porterà a una svolta o resterà un altro capitolo di un giallo ancora aperto.
