Venditti contro i pm: accuse di falsificazione e colpevolezza nel caso Sempio

Venditti contro i pm: accuse di falsificazione e colpevolezza nel caso Sempio

Venditti contro i pm: accuse di falsificazione e colpevolezza nel caso Sempio

Matteo Rigamonti

Novembre 8, 2025

Pavia, 8 novembre 2025 – L’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, ha deciso di passare al contrattacco. Ha annunciato l’intenzione di denunciare i pm pavesi e ha lanciato pesanti accuse contro la Procura di Brescia, sostenendo che avrebbero “falsificato le carte” nell’inchiesta che lo vede indagato per peculato e corruzione. La notizia arriva dopo che, per la seconda volta, il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato un decreto di perquisizione e sequestro a suo carico, aprendo così un nuovo capitolo nella lunga vicenda del cosiddetto “Sistema Pavia”.

Sequestro annullato, Venditti risponde colpo su colpo

Venerdì 7 novembre il collegio del Riesame ha ordinato la restituzione di telefoni, computer e hard disk sequestrati a Venditti e al pm Pietro Paolo Mazza (ora a Milano). Il sequestro, eseguito il 9 ottobre, riguardava in particolare intercettazioni e noleggi auto nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione delle spese della procura di Pavia. Restano invece sotto sigillo altri dispositivi di Venditti, collegati all’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.

Il difensore Domenico Aiello ha annunciato che domani verrà presentata un’istanza di incidente probatorio sulle copie forensi dei dispositivi. “La Procura – ha spiegato Aiello – aveva chiesto accertamenti irripetibili. Noi vogliamo avere certezza che le copie siano autentiche”. Intanto, l’udienza per discutere il nuovo decreto di sequestro, emesso dopo il primo annullamento, non è ancora stata fissata.

Il caso Sempio e le bordate contro la Procura di Pavia

L’inchiesta che coinvolge Venditti si intreccia con quella sul padre di Andrea Sempio, accusato di “corruzione in atti giudiziari” per aver aiutato nel 2017 a scagionare il figlio dall’accusa di concorso nell’omicidio Poggi. Proprio su questo punto, Venditti – tramite il suo avvocato – valuta ora una denuncia contro i pm pavesi che hanno riaperto il caso. “Mettere qualcuno in concorso con Stasi – ha detto Aiello – è una falsità. La Cassazione ha stabilito che c’è stato un solo assassino e una sola persona sulla scena del crimine: Stasi”.

Aiello aveva già parlato di possibili profili di “falso ideologico” nelle accuse. Secondo la difesa, l’obiettivo reale sarebbe colpire Venditti come “obiettivo indiretto” nei due procedimenti aperti a Brescia, per “tutelare interessi privati”, cioè dimostrare l’innocenza di Stasi e trovare un nuovo colpevole in Sempio. “Questa indagine procede fuori dalle regole: prima si dovrebbe avviare una revisione del giudicato Stasi, su richiesta della difesa o della Procura generale di Milano”, ha aggiunto Aiello.

Venditti attacca duramente Brescia: “Carte falsificate”

Nel pomeriggio, Venditti ha diffuso una nota dai toni durissimi contro i pm bresciani: “Per farmi sottoporre a una perquisizione infamante e a un sequestro punitivo, non hanno esitato a falsificare le carte”. Nel decreto sul “sistema Pavia”, secondo lui, si sosteneva che avrebbe preso auto a titolo gratuito o a prezzi stracciati, “contraddicendo quanto già da luglio riportava la Guardia di Finanza”.

“Ho una rabbia enorme dentro”, ha confessato Venditti. “Questo nuovo annullamento dimostra ancora una volta quanto siano illegittimi e arbitrari i provvedimenti e le accuse”. L’ex procuratore si è detto fiducioso che “chi ha il compito di vigilare sul corretto svolgimento delle indagini intervenga al più presto per fermare questo linciaggio mediatico”.

Un caso che scuote la magistratura lombarda

La vicenda mette in discussione la credibilità della magistratura locale e nazionale. Il caso Garlasco, con la condanna definitiva di Alberto Stasi e le successive riaperture sull’indagine su Sempio, continua a creare tensioni tra procure e difese. Tra ricorsi, sequestri annullati e accuse incrociate, la sensazione che si respira nei corridoi dei tribunali lombardi è che la partita sia tutt’altro che chiusa.

Nel frattempo, i dispositivi sequestrati restano al centro del confronto processuale. La difesa punta a guadagnare tempo e strumenti per verificare ogni passaggio tecnico. La Procura insiste sulla necessità degli accertamenti. E fuori dalle aule, le polemiche su ruoli, responsabilità e limiti dell’azione giudiziaria continuano a infiammare il dibattito.

Foto copertina: ANSA / Paolo Torres | L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti in un’immagine di archivio