Vicenza, 10 novembre 2025 – Due runner veneti, Anna Zilio e Alberto Zordan, sono stati trovati morti nel sonno a distanza di due settimane, tra Vicenza e Verona. Entrambi facevano parte del Team Km Sport, società sportiva veronese che riunisce appassionati di corsa, ciclismo e triathlon. Le procure locali hanno aperto indagini per capire cosa sia successo, mentre le famiglie aspettano i risultati degli esami tossicologici e delle autopsie.
Mistero sulle morti improvvise dei due runner
La scomparsa improvvisa di Anna Zilio, 39 anni, e Alberto Zordan, 42, ha sconvolto la comunità sportiva della zona. I due atleti sono stati trovati senza vita nei loro letti, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra. Secondo gli investigatori, nessuno dei due mostrava segnali di malessere nei giorni precedenti. Anna, molto conosciuta nell’ambiente, non correva solo: era anche la segretaria del Team Km Sport.
Le indagini puntano a chiarire diversi aspetti. In particolare, la procura vuole escludere la presenza di sostanze vietate o farmaci non dichiarati nei corpi dei due. Per questo sono stati ordinati esami tossicologici approfonditi, con risultati attesi nei prossimi giorni. Nel frattempo, la polizia ha sequestrato il computer di Anna per cercare eventuali documenti medici o messaggi utili alle indagini.
Il caso dell’attestato di buona salute e il ruolo di Anna Zilio
Un elemento che ha catturato l’attenzione degli investigatori è l’attestato di buona salute di Anna. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e confermato dall’avvocato della famiglia Zilio, Marco Pezzotti, al momento manca il certificato medico valido per il 2025. “Non riusciamo a trovare l’attestazione, né in formato cartaceo né digitale”, ha spiegato Pezzotti. “Non possiamo escludere che sia solo una dimenticanza di Anna, che forse non ha caricato il documento e ha inserito soltanto la data di scadenza sul portale Fidal”.
Proprio Anna, in qualità di segretaria del team, era responsabile di registrare i certificati sanitari degli atleti e inviarli alla Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal). Un dettaglio che rende la situazione ancora più delicata. “Era lei che si occupava di queste cose”, ha detto un compagno di squadra ieri sera al telefono. “Siamo tutti senza parole”.
Precedenti medici e dubbi in famiglia
Dai primi controlli, Anna non risultava affetta da malattie croniche. L’ultimo certificato medico risale al 2021, rilasciato da uno studio privato. In quell’anno, la runner aveva dovuto fermarsi per circa sei mesi. “Crediamo fosse per problemi cardiaci”, ha aggiunto l’avvocato Pezzotti, “ma i suoi genitori non ne erano a conoscenza”. La questione sembrava risolta: negli ultimi mesi Anna si era allenata regolarmente e aveva partecipato alle gare.
Diverso il caso di Alberto Zordan. Il veronese non aveva mai avuto problemi di cuore. Non fumava, non beveva e si stava preparando per la maratona di Valencia, prevista a dicembre. La sua morte improvvisa ha lasciato sgomenti amici e parenti, che hanno subito chiesto spiegazioni alle autorità.
Il dolore e la preoccupazione nella comunità sportiva
Nel frattempo, tra i membri del Team Km Sport regna sgomento e inquietudine. “Non riusciamo a capire cosa sia successo”, ha raccontato un altro atleta durante una riunione informale ieri sera nella sede di via Mantovana. “Erano due persone attente alla salute e ai loro allenamenti”. La Federazione ha assicurato che collaborerà con gli inquirenti, mettendo a disposizione tutti i documenti necessari.
Le famiglie di Anna e Alberto aspettano ora i risultati delle autopsie e degli esami tossicologici. Solo allora – spiegano gli avvocati – si potrà fare chiarezza sulle cause di queste morti improvvise che hanno scosso la comunità sportiva veneta nelle ultime settimane.
