Benedetta Sabene risponde alle accuse di stalking: «Mai fatta gogna, eravamo preoccupate per la sua ex»

Benedetta Sabene risponde alle accuse di stalking: «Mai fatta gogna, eravamo preoccupate per la sua ex»

Benedetta Sabene risponde alle accuse di stalking: «Mai fatta gogna, eravamo preoccupate per la sua ex»

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Roma, 11 novembre 2025 – Benedetta Sabene, scrittrice e giornalista, rischia di finire a processo per stalking insieme alle attiviste Valeria Fonte e Carlotta Vagnoli. Le accuse riguardano una presunta campagna diffamatoria contro il giornalista noto come A.S., definito in alcune chat private “abuser” e “molestatore”. Sabene, contattata da alanews.it, respinge con forza le accuse e si dice “provata” per essere finita al centro di una vicenda che, secondo lei, non la riguarda direttamente: “Non ho mai perseguitato nessuno, né messo alla gogna pubblicamente. E non facevo parte di chat come ‘Fascistella’”, precisa.

La controversia sulle accuse e la versione di Sabene

Gli investigatori sostengono che tra il 2023 e il 2024 sia stata organizzata una sorta di campagna di isolamento contro A.S., con messaggi e segnalazioni pensati per escluderlo dai suoi ambienti di lavoro. Ma Sabene ne prende subito le distanze: “Non ho mai fatto gogne, né diffuso nomi o chiesto espulsioni. Se qualcuno ha agito, è stato di testa propria”, racconta. La scrittrice sottolinea un punto: nelle chat al centro dell’inchiesta spuntano insulti anche da parte di uomini, ma “le uniche persone prese di mira sono state donne”. Un dettaglio che, a suo avviso, alimenta un clima da “caccia alle streghe”: “Si è creato il mito della donna isterica che perseguita l’uomo”, osserva.

Il rapporto con A.S. e la scoperta dell’indagine

Sabene ricorda di aver appreso dell’indagine in un momento particolarmente difficile: “Il giorno dopo essere tornata a casa da un trapianto d’organo ricevuto da mio padre, all’alba sono entrati in casa sei poliziotti con un mandato di perquisizione. Sono rimasta sconvolta dall’accusa di stalking”. Per quanto riguarda il rapporto con A.S., la sua versione parla di solo tre incontri, l’ultimo il 30 dicembre 2023. Un mese dopo, la compagna di A.S. avrebbe contattato Sabene dopo aver scoperto i messaggi scambiati: “Le ho confermato tutto, ma lei lo aveva già lasciato”, spiega.

La preoccupazione per la compagna di A.S. secondo le indagate

Le donne coinvolte nell’inchiesta dicono di essere state mosse dalla preoccupazione per la compagna di A.S., che avrebbe raccontato comportamenti “allarmanti” del giornalista. “Eravamo preoccupate per lei, era incinta. Se un’amica ti dice che un uomo si aggira vicino casa, manda centinaia di mail, fa centinaia di chiamate e la fa contattare da altre persone… Qualsiasi donna si preoccupa per la sua sicurezza”, spiega Sabene. Dopo una riconciliazione tra i due, secondo la sua versione, sarebbe cresciuto il clima del cosiddetto call out, cioè l’esclusione pubblica di una persona da certi ambienti.

Sfoghi privati e timori sul lavoro

Tra le carte dell’inchiesta c’è un dialogo tra Sabene e Valeria Fonte, dove si parla di A.S. come “abuser” e si valuta un possibile boicottaggio di un evento. Sabene chiarisce: “Erano sfoghi privati, chiacchiere tra persone di fiducia. Avevo paura. A.S. è un giornalista influente, temevo potesse danneggiarmi sul lavoro”. Sul call out, la scrittrice si smarca: “Non so di post pubblici con il nome di questa persona, né di una vera e propria campagna contro di lui. Io di certo non l’ho mai fatta”.

Il paradosso del call out e le reazioni nel mondo culturale

Un particolare che Sabene mette in luce riguarda il passato di A.S.: “In passato lui stesso fece un call out contro una scrittrice famosa”, ricorda. Il caso ha acceso il dibattito nella scena culturale romana: c’è chi parla di “processo mediatico”, chi invece chiede chiarezza sulle responsabilità di ognuno. Nel frattempo, la Procura continua a indagare sulle chat e le dinamiche interne ai gruppi coinvolti.

Cosa succede adesso: il giudizio in arrivo

L’udienza preliminare è fissata nelle prossime settimane al Tribunale di Roma. Le tre donne rischiano il rinvio a giudizio per stalking e diffamazione aggravata. Gli avvocati hanno già annunciato battaglia: “Dimostreremo che non c’entrano nulla con questi fatti”, ha detto uno dei legali. Sabene, nel frattempo, resta fiduciosa: “Spero che venga fuori la verità. Non ho mai voluto fare del male a nessuno”.