Roma, 12 novembre 2025 – Gisella Cardia, conosciuta come la veggente di Trevignano, e il marito Gianni sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa aggravata. Secondo la Procura di Civitavecchia, la coppia avrebbe convinto numerosi fedeli a donare centinaia di migliaia di euro, giocando sulla promessa di miracoli e sulla paura di pericoli inventati. Il tutto sarebbe successo tra il 2016 e il 2023, nel piccolo paese alle porte di Roma.
Truffa e donazioni: il meccanismo smascherato
L’inchiesta, guidata dal pubblico ministero di Civitavecchia, si è concentrata su un terreno agricolo trasformato in un vero e proprio luogo di culto a Trevignano Romano. Secondo gli atti, Gisella Cardia – originaria della Sicilia – avrebbe messo in scena fenomeni soprannaturali, come le presunte lacrimazioni di sangue dalla statua della Madonna, per guadagnarsi la fiducia dei fedeli. In un caso, una donazione singola ha raggiunto la cifra record di 123mila euro.
Il decreto di rinvio a giudizio parla chiaro: si tratta di “artifizi e raggiri” messi in atto soprattutto ai danni di persone “affette da infermità fisiche e in condizioni di fragilità psichica”. Gli investigatori hanno ricostruito come la coppia giocasse sulla paura e sulla speranza, promettendo protezione da fantomatici pericoli in cambio di offerte in denaro. “Approfittavano del momento e del luogo – si legge negli atti – e dell’appoggio iniziale delle autorità ecclesiastiche locali, rendendo difficile per i fedeli capire la vera natura di quanto stava accadendo”.
Il “miracolo” del sangue smascherato
Uno degli episodi più eclatanti è il cosiddetto “miracolo del sangue”. Per mesi, i fedeli hanno creduto che la statua della Madonna versasse lacrime rosse, segno di un evento divino. Ma le analisi del genetista Emiliano Giardina – noto per il caso Yara Gambirasio – hanno rivelato che quel sangue apparteneva proprio a Gisella Cardia. Un elemento che ha pesato molto nelle valutazioni della Procura, smontando la versione delle apparizioni.
La Chiesa cattolica, già nel 2023, aveva preso le distanze: il vescovo di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, aveva detto che “non ci sono elementi per riconoscere la soprannaturalità degli eventi”. Il Vaticano ha poi ordinato la chiusura del luogo di culto e vietato i pellegrinaggi organizzati.
La difesa: “Aspettiamo che venga fuori la verità”
Nonostante il rinvio a giudizio, Gisella Cardia si dice “sollevata”. A riferirlo è l’avvocata Solange Marchignoli, che la difende: “La signora ha accolto con calma la decisione del tribunale, consapevole che questo è un passaggio necessario per chiarire tutto. Crede che finalmente verrà fuori la verità”.
La difesa sostiene che molte accuse nascono da “interpretazioni distorte” e “voci infondate” circolate negli ultimi mesi. Cardia ha sempre parlato di esperienze mistiche sincere e respinge ogni accusa: “Dimostrerò la mia innocenza”, avrebbe detto ai suoi legali.
Comunità divisa e clima teso a Trevignano
A Trevignano Romano, la notizia del processo ha lasciato un’atmosfera carica di tensione. Alcuni ex seguaci raccontano di aver passato “mesi difficili”, tra la speranza di guarire e la paura di un futuro incerto. “Ci siamo fidati”, ha detto una donna che frequentava il luogo di culto, “pensavamo davvero che potesse aiutarci”. Altri preferiscono non parlare o restano convinti della genuinità delle apparizioni.
La vicenda ha acceso anche un dibattito tra le autorità locali. Il sindaco Claudia Maciucchi ha chiesto rispetto per chi è coinvolto: “La nostra comunità è stata travolta da una situazione complessa. Ora aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso”.
Il processo si avvicina
Il processo contro Gisella Cardia e il marito Gianni partirà nelle prossime settimane al Tribunale di Civitavecchia. La Procura vuole dimostrare che dietro alle donazioni c’era un sistema ben organizzato, basato sull’inganno. La difesa si prepara a contestare ogni accusa.
Nel frattempo, il caso della “veggente di Trevignano” resta sotto i riflettori. Una storia che mescola fede, suggestione e giustizia, e che continua a far discutere fedeli e opinione pubblica.
