Luna: il modulo di servizio europeo per Artemis IV è finalmente pronto

Luna: il modulo di servizio europeo per Artemis IV è finalmente pronto

Luna: il modulo di servizio europeo per Artemis IV è finalmente pronto

Giada Liguori

Novembre 12, 2025

Roma, 12 novembre 2025 – Un nuovo passo avanti per l’esplorazione spaziale europea è stato compiuto ieri a Brema, in Germania. Qui il modulo di servizio europeo numero 4 (Esm-4) ha concluso con successo la fase di integrazione negli stabilimenti Airbus. Ora il componente, destinato alla missione Artemis IV della NASA, partirà per il Kennedy Space Center in Florida, dove verrà assemblato definitivamente e sottoposto ai test con la capsula Orion. La conferma arriva da Thales Alenia Space – controllata al 67% da Thales e al 33% da Leonardo – che ha evidenziato il ruolo cruciale dell’industria italiana ed europea in questo programma.

Artemis IV: il cuore europeo della missione

L’Esm-4 è un pezzo chiave nella collaborazione internazionale per riportare l’uomo sulla Luna. Quando sarà operativo, guiderà il Lunar I-Hab, il modulo abitativo lunare, verso il Lunar Gateway, la futura stazione orbitale che farà da ponte tra la Terra e il nostro satellite naturale. Qui, l’Esm-4 si collegherà al modulo Halo (Habitation and Logistics Outpost), insieme formando la struttura portante del nuovo avamposto orbitale. Un’infrastruttura che, secondo i piani di NASA e ESA, sarà la base per le prossime spedizioni sulla Luna e per l’esplorazione dello spazio profondo.

“Il completamento dell’integrazione dell’Esm-4 rappresenta un passo decisivo verso Artemis IV”, ha spiegato un portavoce di Thales Alenia Space. “Siamo orgogliosi di mettere a disposizione le nostre tecnologie per una missione destinata a segnare il futuro dell’esplorazione spaziale”.

Tecnologia italiana che guarda alla Luna

Il contributo italiano si concentra soprattutto negli stabilimenti Thales Alenia Space di Torino. Qui si progettano e costruiscono la struttura primaria e secondaria del modulo, il sistema di controllo termico con i radiatori e il sistema di supporto vitale. I tecnici torinesi assemblano la struttura primaria usando pannelli sandwich in composito rinforzato con fibre, mentre per le parti secondarie impiegano elementi in lega di alluminio. Il risultato è un modulo leggero ma robusto, capace di resistere alle sollecitazioni del viaggio nello spazio.

“Le nostre tecnologie permettono al modulo di andare più lontano e restare operativo più a lungo”, spiega un ingegnere torinese coinvolto nel progetto. “Ma, soprattutto, garantiscono sicurezza e affidabilità agli astronauti”.

Sistemi vitali e sicurezza al primo posto

Oltre alla struttura, Thales Alenia Space fornisce quattro serbatoi d’acqua e sei radiatori per ogni modulo europeo, assicurando sistemi ridondanti essenziali per la sopravvivenza degli equipaggi. Le parti pre-assemblate viaggiano da Torino a Brema, dove i team italiani lavorano fianco a fianco con quelli di Airbus per completare montaggio e collaudo. Solo dopo questa fase il modulo è pronto per la spedizione negli Stati Uniti.

Secondo l’azienda, “la collaborazione tra i team europei è stata fondamentale per rispettare le scadenze e mantenere gli standard richiesti dalla NASA”.

Leonardo, l’energia italiana nello spazio

Il ruolo dell’Italia non si ferma qui. Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici e le unità di controllo e distribuzione dell’energia per tutti i moduli Esm, dal numero 1 al 6. L’energia solare è vitale, perché permette ai moduli di funzionare in autonomia durante le lunghe fasi di viaggio e permanenza nello spazio.

“Partecipare ad Artemis significa portare l’eccellenza italiana oltre la Terra”, commenta un dirigente di Leonardo. “I nostri pannelli sono progettati per resistere alle condizioni più estreme dello spazio”.

Verso il lancio: cosa succede adesso

Dopo l’arrivo al Kennedy Space Center, l’Esm-4 sarà sottoposto a una serie di test integrati con la capsula Orion. Solo dopo sarà dichiarato pronto per la missione Artemis IV, prevista – secondo il calendario NASA – entro il 2028. L’obiettivo è chiaro: consolidare la presenza umana sulla Luna e preparare le basi per l’esplorazione di Marte.

In attesa del lancio, l’industria italiana guarda già avanti. “Siamo già al lavoro sui prossimi moduli”, confida un tecnico di Thales Alenia Space. “La sfida dello spazio non si ferma mai”.