Washington, 14 novembre 2025 – Gli Stati Uniti hanno lanciato oggi una nuova operazione militare chiamata ‘Southern Spear’, con l’obiettivo di combattere i narcoterroristi nell’emisfero occidentale. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha presentato l’iniziativa durante una conferenza stampa al Pentagono, sottolineando la necessità di “difendere il nostro Paese, togliere di mezzo i narcoterroristi e proteggere la nostra gente dalla droga che sta uccidendo migliaia di americani”. La missione sarà gestita dalla Joint Task Force Southern Spear insieme al Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom), impiegando forze militari e servizi d’intelligence in varie zone dell’America Latina.
Southern Spear: la strategia contro il narcotraffico
Il Pentagono ha spiegato che l’operazione si concentrerà su “azioni coordinate contro le reti criminali transnazionali”, che per Hegseth rappresentano una minaccia sempre più grave per la sicurezza americana. “Non possiamo più permettere che il traffico di droga distrugga le nostre comunità”, ha detto il segretario, citando i dati del Centers for Disease Control and Prevention: nel 2024, oltre 110.000 americani sono morti per overdose, in gran parte legate alla droga proveniente dall’America Latina.
La Joint Task Force Southern Spear lavorerà a stretto contatto con le autorità locali dei Paesi coinvolti, anche se non sono stati specificati i nomi dei Paesi interessati. Fonti del Dipartimento della Difesa hanno lasciato intendere che l’attenzione sarà soprattutto su Colombia, Venezuela e Messico, considerati punti chiave nelle rotte del narcotraffico. “Collaboreremo con i nostri partner regionali per spezzare le catene di rifornimento dei cartelli”, ha aggiunto Hegseth.
Maduro lancia un appello: “Basta guerre ingiuste”
La reazione più immediata è arrivata da Caracas, dove il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha rivolto un appello diretto al presidente americano Donald Trump. Durante una manifestazione filogovernativa nel centro della città, Maduro ha detto chiaramente: “No ad altre guerre senza fine, no a guerre ingiuste, basta Libia, mai più Afghanistan. Vogliamo la pace!”. Le sue parole hanno trovato eco tra migliaia di sostenitori radunati in Plaza Bolívar.
Interpellato dai giornalisti su un messaggio per Trump, Maduro ha risposto in inglese: “Yes, peace! Yes, peace!”. Il leader chavista ha poi smorzato i timori di un’escalation militare: “Non temiamo un’aggressione. Noi siamo concentrati a governare con la pace”, ha detto ai cronisti.
Tensioni in aumento in America Latina
L’annuncio di Southern Spear arriva in un momento di forte tensione tra Washington e diversi governi sudamericani. Negli ultimi mesi, fonti dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) raccontano di frequenti scambi di accuse tra Stati Uniti e Venezuela proprio sul narcotraffico. Caracas da tempo denuncia quella che definisce come un’ingerenza americana nella regione.
Il Dipartimento di Stato ha chiarito che la missione non prevede “azioni unilaterali” nei Paesi latinoamericani senza il consenso delle autorità locali. Ma secondo esperti del Council on Foreign Relations, l’operazione rischia di alimentare nuove tensioni diplomatiche. “C’è il rischio concreto che venga vista come una minaccia alla sovranità nazionale”, ha spiegato un esperto vicino ai negoziati.
Cosa aspettarsi: sicurezza e diplomazia in bilico
Per ora non sono stati resi noti dettagli su tempi e numeri delle truppe coinvolte. Secondo le prime informazioni della stampa americana, la fase iniziale punterà a rafforzare la sorveglianza aerea e navale lungo le principali rotte del narcotraffico nel Mar dei Caraibi. Parallelamente, sono previsti incontri tra funzionari statunitensi e rappresentanti dei governi latinoamericani per mettere a punto i dettagli operativi.
A Washington si attende ora una dichiarazione ufficiale dalla Casa Bianca. Il presidente Trump, impegnato in una serie di incontri con i vertici militari, non ha ancora commentato pubblicamente l’operazione. Fonti interne all’amministrazione riferiscono che il dossier sarà al centro delle discussioni nei prossimi giorni.
Resta da vedere come reagiranno gli altri Paesi della regione e se l’appello di Maduro sarà raccolto oltre i confini venezuelani. Per il momento, la parola d’ordine è una sola: sicurezza. Ma il dibattito sull’efficacia e la legittimità delle nuove mosse americane è appena iniziato.
