La fuga avventurosa di Catherine Birmingham e dei bambini nel cuore del bosco di Bologna

La fuga avventurosa di Catherine Birmingham e dei bambini nel cuore del bosco di Bologna

La fuga avventurosa di Catherine Birmingham e dei bambini nel cuore del bosco di Bologna

Matteo Rigamonti

Novembre 27, 2025

Bologna, 27 novembre 2025 – Un anno fa, in una fredda mattina di novembre, Catherine Birmingham – madre di tre bambini che oggi vivono nascosti nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti – spariva senza lasciare tracce. Spinta dalla paura che i servizi sociali potessero portarle via i figli, decise di lasciare la sua casa e allontanarsi verso Bologna, facendo perdere le proprie tracce a investigatori e assistenti sociali. Questa vicenda, ricostruita dal quotidiano il Centro e confermata da fonti giudiziarie, ha aperto un capitolo difficile che ancora oggi scuote la comunità locale.

La fuga da Palmoli: la paura di perdere i figli

Dalle carte emerse, si capisce che Catherine Birmingham ha preso la decisione di scappare dopo settimane di crescente tensione. I servizi sociali avevano iniziato a seguire la famiglia, preoccupati per le condizioni in cui vivevano i bambini. Temendo un intervento per l’allontanamento, la donna ha scelto di fuggire. In una delle prime mail inviate ai carabinieri, spiegava così la sua scelta: “Non dirò mai dove siamo, perché minacciano di portarci via i nostri figli”.

Nel frattempo, il marito Nathan Trevillion era rimasto nella casa di campagna in Abruzzo. Ai carabinieri ha dato versioni confuse: in un’occasione ha detto che la moglie era tornata in Inghilterra con i bambini, mentre lui restava per “sistemare le cose”. Ma gli investigatori hanno poi scoperto che Catherine e i figli erano nascosti tra le colline dell’Emilia.

Natale a Valsamoggia, poi il ritorno in Abruzzo

Dopo settimane di silenzio e pochi contatti con le forze dell’ordine, è stato solo il giorno di Natale che Catherine ha scritto una nuova mail alla polizia. In quel messaggio – breve ma decisivo – ha rivelato l’indirizzo preciso dove si trovava con i bambini: Valsamoggia, poco fuori Bologna. Grazie a questo, gli investigatori sono riusciti a localizzare la famiglia e a riavviare il dialogo con le istituzioni.

L’avvocato della famiglia, contattato subito dopo, ha consigliato ai genitori di smettere di nascondersi e di collaborare con i servizi sociali. Un invito che però non è stato seguito. Pochi giorni dopo, Catherine è tornata nel casolare tra i boschi di Palmoli. Secondo chi conosce bene la coppia, sperava che così il procedimento potesse fermarsi o almeno rallentare. Ma non è andata così.

Il fascicolo giudiziario e le nuove svolte

Nel frattempo, la procura aveva aperto un fascicolo per ricostruire gli spostamenti di Catherine e verificare le condizioni dei bambini. Gli atti raccontano passo passo la fuga e le difficoltà incontrate dagli operatori nel tentativo di garantire la sicurezza dei minori. “Abbiamo seguito tutte le procedure”, spiegano fonti dei servizi sociali locali, sottolineando che la priorità è sempre stata proteggere i bambini.

Oggi, a un anno di distanza, la situazione sembra voltare pagina. Secondo fonti legali, Catherine Birmingham e Nathan Trevillion avrebbero deciso di lasciare l’Italia e tornare in Australia appena possibile. Una scelta nata dopo mesi di tensioni e incomprensioni con le istituzioni italiane. L’avvocato che li seguiva ha rinunciato al mandato nelle ultime settimane.

Una storia che fa discutere la comunità

La vicenda della famiglia Birmingham ha diviso Palmoli e i paesi vicini. C’è chi ha mostrato solidarietà verso la coppia, chi invece chiede più attenzione da parte delle autorità. “Non è facile giudicare”, dice un vicino, “ma i bambini devono essere protetti”. Nel frattempo, i servizi sociali continuano a seguire la situazione e il fascicolo giudiziario resta aperto.

Resta da vedere se la decisione di lasciare l’Italia sarà definitiva o se nei prossimi giorni ci saranno sviluppi. Intanto, tra le colline abruzzesi e le campagne emiliane, il caso della “famiglia nel bosco” continua a tenere banco.