Roma, 27 novembre 2025 – A quasi tre mesi dall’apertura del testamento, l’eredità di Pippo Baudo, stimata intorno ai 10 milioni di euro, è ancora senza un erede ufficiale. Il documento è stato aperto il 9 settembre nello studio del notaio Renato Carraffa a Bracciano, alla presenza dei due figli riconosciuti, Tiziana Baudo e Alessandro Baudo, e di Dina Minna, storica assistente del conduttore. Eppure, nessuno ha ancora formalmente accettato la successione.
Immobili e diritti d’autore: cosa c’è nell’eredità di Baudo
Il patrimonio di Pippo Baudo – come riportano fonti tra cui Open e Il Fatto Quotidiano – comprende almeno quattro immobili in via della Vite a Roma, la palazzina dove ha vissuto fino alla fine, un ufficio di sette stanze in zona Prati (via della Giuliana), e 17 terreni tra Noto, Siracusa e Fiano Romano. Solo gli immobili valgono più di 6 milioni di euro. A questo si aggiungono i guadagni raccolti in oltre sessant’anni di carriera: si stima che Baudo abbia incassato circa 800 mila euro per ciascuna delle 13 edizioni del Festival di Sanremo che ha condotto. Nel 1998, il giornalista Emilio Randacio lo aveva già valutato in “diverse decine di miliardi di lire”.
Gli eredi ancora indecisi: il silenzio dopo il testamento
La legge italiana concede dieci anni per accettare o rinunciare all’eredità, ma di solito la scelta arriva entro poche settimane, spiegano fonti notarili. Qui, invece, sono passati quasi novanta giorni senza che nessuno abbia formalizzato nulla. Presenti all’apertura del testamento, Tiziana Baudo (nata nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi) e Alessandro Baudo (nato nel 1962 dalla relazione con Mirella Adinolfi e riconosciuto solo nel 1996) non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche. Accanto a loro c’era anche Dina Minna, assistente di Baudo per 36 anni, a cui spetta una quota quasi uguale a quella dei figli: un terzo ciascuno.
Famiglia e polemiche: lo strappo con Katia Ricciarelli
Non sono mancati i dissapori. Dopo l’apertura del testamento, Katia Ricciarelli, ex moglie di Baudo, ha espresso il suo disappunto pubblicamente: “Pippo non so neanche di cosa sia morto. Nulla di nulla. Mi aspettavo almeno un minimo di cortesia da chi gli stava accanto”, aveva detto, riferendosi a Minna. La cantante lirica ha poi aggiunto una stoccata: “Se tutte le segretarie sono trattate così, forse ho sbagliato mestiere”. La risposta non si è fatta attendere: una diffida formale e una replica secca – “Alla fine Pippo Katia non voleva più neanche vederla” – hanno chiuso la questione in pubblico.
Un’eredità che divide: affetti, soldi e scelte difficili
La quota importante destinata all’assistente ha sorpreso molti. Chi conosceva bene Baudo racconta che voleva riconoscere il ruolo centrale di Minna nella sua vita, sia professionale che privata. Ma questa scelta ha acceso tensioni in famiglia e complicato l’accettazione dell’eredità. “In casi simili, spesso si prende tempo per valutare eventuali debiti o contenziosi”, spiega un avvocato specializzato in successioni.
Cosa succederà al patrimonio di Baudo?
Non è chiaro se la prudenza degli eredi sia legata a questioni fiscali o a debiti ancora nascosti. La villa in Sardegna, a Torre delle Stelle, comprata con Katia Ricciarelli e venduta nel 2018, non fa più parte del patrimonio. Restano da valutare i diritti d’autore, eventuali crediti e obblighi. Nel frattempo, la casa di via della Vite resta vuota. E il nome di Pippo Baudo continua a far parlare, anche dopo la sua scomparsa.
Chi lo ha conosciuto bene dice che “Pippo avrebbe voluto che tutto si risolvesse in modo sereno”. Per ora, però, l’eredità resta sospesa tra ricordi, cifre e silenzi.
