L’identikit di Theia: il misterioso corpo celeste che ha dato vita alla Luna

L'identikit di Theia: il misterioso corpo celeste che ha dato vita alla Luna

L'identikit di Theia: il misterioso corpo celeste che ha dato vita alla Luna

Giada Liguori

Novembre 27, 2025

Roma, 27 novembre 2025 – Un pianeta antico chiamato Theia si sarebbe formato vicino al Sole e avrebbe colpito la Terra primordiale circa 100 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare. È questa la nuova ipotesi proposta da uno studio guidato da Timo Hopp dell’Istituto Max Planck per la Ricerca sul Sistema Solare, pubblicato su Science. La ricerca getta nuova luce sull’origine della Luna, uno dei misteri più discussi dell’astronomia moderna.

Theia, il pianeta scomparso che ha cambiato la Terra

Secondo le simulazioni del team tedesco, Theia aveva dimensioni simili a Marte e si sarebbe formato molto vicino al Sole, più di quanto lo fosse la Terra. “Le nostre analisi suggeriscono che Theia si sia spostato verso l’esterno, spinto dalle forze gravitazionali di Giove e Saturno”, ha spiegato Hopp. Dopo un lungo viaggio, il pianeta avrebbe incrociato la traiettoria della giovane Terra, dando vita a un impatto enorme.

L’impatto che ha creato la Luna

L’idea dell’impatto gigante non è nuova, ma le nuove simulazioni portano dettagli inediti. Lo scontro tra Theia e la Terra sarebbe avvenuto circa 100 milioni di anni dopo la formazione dei due corpi. Da quell’urto sarebbero nati i materiali che oggi formano sia la Terra sia la Luna. “Le rocce riportate dalle missioni Apollo mostrano una composizione molto simile tra i due corpi”, ha ricordato Hopp. Questo è uno dei motivi per cui molti scienziati pensano che la Luna non sia semplicemente un pezzo staccato dalla Terra o un corpo catturato, ma il risultato di una collisione violenta tra due mondi.

Le tracce di Theia nella chimica della Terra

Un punto molto dibattuto riguarda la presenza sulla Terra di elementi chimici che, secondo i modelli classici, non dovrebbero trovarsi così lontani dal Sole. “Alcuni materiali sulla superficie terrestre sono tipici di zone molto più vicine al Sole”, ha spiegato Hopp. La collisione con Theia, che si era formato in quella zona, potrebbe aver portato questi elementi sulla Terra. Questo aiuta anche a capire alcune stranezze nella distribuzione degli elementi pesanti come il ferro: l’impatto avrebbe mescolato gli strati della giovane Terra, impedendo al ferro e ad altri metalli di scivolare del tutto verso il nucleo.

L’enigma della Luna: decenni di ipotesi e prove

L’origine della Luna ha diviso gli scienziati per anni. Le teorie principali – distacco dalla Terra, cattura gravitazionale o formazione insieme al nostro pianeta – sono state messe in discussione dai dati raccolti negli ultimi cinquant’anni. Le missioni Apollo, tra il 1969 e il 1972, hanno portato sulla Terra campioni di rocce lunari, rivelando una somiglianza sorprendente con quelle terrestri. “Questa affinità chimica è stato il primo segnale concreto a favore dell’ipotesi dell’impatto gigante”, ha sottolineato Hopp.

Nuove simulazioni, nuovi interrogativi

Le simulazioni pubblicate su Science rappresentano un passo avanti per capire la storia primordiale del nostro sistema planetario. Gli autori ammettono però che molte domande restano aperte: non è chiaro, per esempio, se tutto il materiale di Theia sia finito sulla Terra e sulla Luna o se una parte si sia persa nello spazio. “Abbiamo nuovi indizi, ma la storia completa è ancora da scrivere”, ha detto Hopp.

In attesa di nuovi dati – magari grazie a missioni spaziali o tecniche di analisi più avanzate – lo studio riporta al centro del dibattito il ruolo degli impatti catastrofici nella formazione dei pianeti. Un tema che, ancora oggi, continua a riservare sorprese e misteri.