Starship: il nuovo booster si ferma al primo test

Starship: il nuovo booster si ferma al primo test

Starship: il nuovo booster si ferma al primo test

Giada Liguori

Novembre 27, 2025

Boca Chica (Texas), 27 novembre 2025 – Un’esplosione ha danneggiato il nuovo booster di SpaceX durante un test di pressione, mettendo a rischio la prossima generazione di razzi Starship. L’incidente è avvenuto il 21 novembre nella struttura di Massey, Texas, e la stessa SpaceX, guidata da Elon Musk, lo ha confermato. Il booster, chiamato “Booster 18”, era in fase di collaudo per le missioni verso la Luna e Marte previste dal programma Artemis della NASA.

Boom a Massey: cosa è successo davvero

Dalle prime ricostruzioni, l’esplosione è scoppiata durante un test iniziale sulla tenuta dell’impianto gas. I tecnici stavano preparando il booster per verifiche strutturali, ma senza motori Raptor installati né propellenti come metano o ossigeno liquido a bordo. “Non c’erano materiali infiammabili”, ha detto un portavoce di SpaceX, “ma il danno al serbatoio del LOX è stato serio”. Le foto pubblicate sui social da osservatori come LabPadre Space e Starship Gazer mostrano chiaramente la parte centrale del razzo deformata e annerita.

Il colpo al programma Starship e Artemis

Il Booster 18 è il primo esemplare della terza versione di Starship, con aggiornamenti pensati per migliorare affidabilità e capacità di carico. Tra le novità, ci sono tre alette per il rientro invece di quattro, e motori Raptor più potenti. SpaceX puntava a lanciare i primi test di volo già nei primi mesi del 2026. Ma dopo l’incidente, qualche esperto ha cominciato a dubitare che i tempi siano ancora realistici. “La tabella di marcia non cambia”, ha precisato l’azienda, “il dodicesimo test di volo è confermato per il primo trimestre del prossimo anno”.

Incidenti passati e rischi del processo

Non è la prima volta che i test dei booster Starship finiscono male. A giugno 2025, un’esplosione più grave aveva distrutto un prototipo durante il caricamento dei propellenti, con una fiammata visibile a chilometri. Stavolta, senza carburanti a bordo, i danni sono stati limitati, ma la struttura ha comunque subito un colpo pesante. “È un passo indietro, certo, ma non significa fermarsi”, ha detto un ingegnere del progetto.

Reazioni e cosa ci aspetta

La notizia ha diviso gli esperti. C’è chi ricorda che test distruttivi sono una parte normale dello sviluppo dei grandi razzi. Altri temono che i ritardi possano rallentare il programma Artemis, che vuole riportare astronauti americani sulla Luna entro la fine del decennio. “Ogni problema richiede revisioni e rallentamenti”, ha commentato un consulente NASA, “ma la collaborazione con SpaceX resta fondamentale”.

SpaceX, la sfida continua

Nonostante tutto, SpaceX spinge forte sullo sviluppo della famiglia Starship, cruciale per le missioni lunari e marziane. Il sito di Massey, vicino a Boca Chica, è diventato uno dei centri principali dell’innovazione spaziale americana. Nonostante gli incidenti, l’azienda mantiene il ruolo di leader nei lanci commerciali e nelle partnership con le agenzie governative. “Siamo abituati a imparare dagli errori”, ha detto un tecnico al termine delle operazioni di sicurezza.

Tra speranze e incertezze

Per ora non ci sono feriti né rischi ambientali legati all’esplosione del Booster 18. Le indagini andranno avanti nei prossimi giorni per capire cosa è andato storto. Resta da vedere se SpaceX riuscirà a rispettare i tempi previsti o se dovrà rivedere le scadenze. Nel frattempo, tutta la comunità scientifica segue con attenzione ogni sviluppo: ogni passo, avanti o indietro, del programma Starship è sotto la lente d’ingrandimento del settore spaziale mondiale.