Brema, 28 novembre 2025 – Sarà un astronauta italiano uno dei tre europei scelti per una missione sulla Luna nell’ambito del programma internazionale Artemis. L’annuncio è arrivato oggi, durante la Conferenza Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), appena conclusasi a Brema, Germania. Una decisione che segna un passo avanti concreto per l’Europa, determinata a farsi spazio nello scenario globale sempre più competitivo.
Europa in campo sulla Luna: soldi e ambizioni in gioco
Alla conferenza, i Paesi membri hanno messo sul tavolo un impegno finanziario senza precedenti: 22 miliardi di euro destinati ai programmi spaziali europei. Una cifra vicina a quella chiesta dal direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, all’apertura dei lavori. “La posta in gioco è altissima – ha detto Aschbacher – questi fondi sono fondamentali per mantenere l’Europa all’avanguardia nello spazio, soprattutto di fronte a Stati Uniti e Cina”.
Il programma Artemis, guidato dalla NASA con il supporto di ESA e altre agenzie internazionali, punta al ritorno dell’uomo sulla Luna e alla creazione di una presenza stabile in orbita lunare. In questo scenario, il ruolo europeo è strategico, sia sul piano scientifico che industriale.
Astronauti in corsa: chi rappresenterà l’Italia
La notizia di un astronauta italiano tra i tre europei destinati alla missione lunare è stata accolta con entusiasmo dalla delegazione italiana. Il nome però non è ancora stato scelto. “La decisione sarà presa insieme ai tre Paesi coinvolti”, ha spiegato Aschbacher, rimandando la scelta ai prossimi mesi.
Secondo la ministra tedesca della Ricerca, Tecnologia e Spazio, Dorothee Bär, il primo europeo a volare verso la Luna sarà un tedesco. Per la Germania sono in gara Alexander Gerst e Matthias Maurer, entrambi con esperienza in missioni spaziali. La Francia punta su Thomas Pesquet, mentre l’Italia schiera due candidati di grande esperienza: Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti.
Tutti e cinque fanno parte della classe di astronauti selezionata nel 2009 e hanno alle spalle anni di addestramento specifico per le missioni lunari. La scelta finale terrà conto sia delle competenze tecniche sia delle esigenze operative di Artemis.
L’Italia rilancia nel settore spaziale
La conferma della partecipazione italiana è stata commentata con orgoglio dal ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega allo Spazio, Adolfo Urso, che ha guidato la delegazione nazionale insieme al presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente. “Avere un italiano in una missione sulla Luna è prima di tutto un riconoscimento per i nostri astronauti, già affermati a livello internazionale, e conferma il ruolo sempre più importante dell’Italia nello spazio”, ha detto Urso.
Valente ha aggiunto che questa scelta rappresenta “un ulteriore segno di fiducia per il nostro Paese, per l’impegno che mettiamo nel settore spaziale e per le competenze dei nostri astronauti nel corpo europeo”. Il presidente dell’ASI ha concluso: “Finalmente sappiamo ufficialmente dal direttore generale dell’ESA che uno dei prossimi astronauti sulla Luna sarà italiano”.
Cosa succederà adesso
La scelta definitiva dei tre astronauti europei arriverà nei prossimi mesi, in collaborazione tra ESA e le agenzie di Germania, Francia e Italia. Nel frattempo, i candidati continueranno l’addestramento nei centri specializzati di Colonia e Houston.
L’annuncio di oggi segna una tappa fondamentale per l’Italia nello spazio. È il risultato di anni di investimenti e cooperazione internazionale. E, come ha confidato una fonte vicina all’ASI, “potrebbe aprire la strada a nuove opportunità per le future generazioni di astronauti italiani”.
