Borsa europea in attesa: cosa rivelano i verbali della Bce?

Borsa europea in attesa: cosa rivelano i verbali della Bce?

Borsa europea in attesa: cosa rivelano i verbali della Bce?

Giada Liguori

Novembre 29, 2025

Milano, 29 novembre 2025 – Le Borse europee hanno aperto oggi quasi ferme, con variazioni minime. L’atmosfera tra gli operatori è quella della attesa. A frenare i mercati sono soprattutto i dubbi sulle prossime mosse delle banche centrali riguardo ai tassi d’interesse e la cautela intorno ai colloqui diplomatici tra Russia e Ucraina.

Mercati in stand-by, occhi puntati sulla BCE

Questa mattina, Londra ha perso lo 0,14%, mentre Parigi e Francoforte sono rimaste quasi ferme, con un piccolo +0,03%. Un trader di una grande banca milanese racconta: “Si va con i piedi di piombo, tutti aspettano i verbali di ottobre della Banca Centrale Europea. Saranno fondamentali per capire cosa farà la BCE sulla politica monetaria”.

I verbali, attesi per il primo pomeriggio, potrebbero chiarire se l’istituto guidato da Christine Lagarde manterrà i tassi fermi ancora a lungo o se si parla già di possibili tagli nel 2026. “Il mercato è affamato di segnali – spiega un analista di Intesa Sanpaolo – dopo mesi di rialzi che hanno rallentato la crescita”.

Tassi e inflazione: il nodo da sciogliere

Il tema dei tassi d’interesse resta al centro dell’attenzione. Dopo una lunga serie di aumenti per frenare l’inflazione, le banche centrali principali – dalla Federal Reserve alla BCE – stanno valutando se cambiare passo. Secondo Bloomberg, l’inflazione nell’area euro a ottobre si sarebbe attestata intorno al 2,9% su base annua, in calo ma ancora sopra l’obiettivo del 2%.

“Il rischio – dice un gestore di fondi a Londra – è che un taglio troppo precoce possa far ripartire i prezzi. Però tenere i tassi alti a lungo rischia di soffocare la ripresa”. Così i mercati restano incerti, con scambi bassi e pochi movimenti decisi.

Il dossier Russia-Ucraina tiene banco

Sul fronte geopolitico, gli investitori seguono con attenzione i colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Fonti europee riferiscono che i negoziati vanno avanti, anche se con difficoltà. “Ogni passo verso la distensione – conferma un operatore della City – può avere impatti immediati su energia e materie prime, e quindi sulle Borse”.

Nelle ultime ore, il gas naturale scambiato ad Amsterdam si è mantenuto stabile intorno ai 38 euro al megawattora, mentre il petrolio Brent si aggira poco sopra gli 81 dollari al barile. “Gli investitori sono molto attenti a ogni notizia dal fronte orientale”, spiega un analista di Société Générale. “Basta una parola fuori posto per scatenare oscillazioni improvvise”.

Piazza Affari guarda ai bancari

A Milano, l’indice Ftse Mib ha aperto vicino alla parità, oscillando tra +0,05% e -0,1%. Sotto la lente i titoli bancari – Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm – “sono i primi a risentire delle aspettative sui tassi”, ricorda un operatore di Borsa Italiana. “Se la BCE darà segnali più morbidi, potremmo vedere movimenti importanti”.

Nel resto del mercato, leggera pressione sui titoli energetici, mentre il settore del lusso resta stabile dopo i dati positivi sulle vendite in Cina.

Mercati in attesa: prudenza la parola d’ordine

In sintesi, la giornata si preannuncia tranquilla. Gli operatori restano in attesa. “Serve chiarezza dalle banche centrali e segnali concreti dalla diplomazia”, confida un broker romano poco dopo le 9.30. Solo allora, forse, i mercati potranno prendere una direzione più netta. Fino ad allora, la parola d’ordine è una sola: prudenza.