Roma, 29 novembre 2025 – Sindacati e imprese provano a ritrovarsi, questa volta davanti al pubblico dell’assemblea di Noi Moderati. Sul palco, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha rilanciato l’idea di un “patto sociale” davanti al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Un faccia a faccia diretto, quasi da scena teatrale, con battute e rilanci sulla necessità di un cammino comune per sostenere la crescita economica del Paese.
Cisl e Confindustria: un primo passo verso l’intesa
“Imprese e sindacati sono la stessa cosa. Difendere le imprese in Italia significa difendere i lavoratori italiani”, ha detto Orsini a una platea attenta. Il presidente degli industriali ha messo l’accento sulla necessità di “guardare avanti con senso di responsabilità” e di farlo insieme, senza pregiudizi. Fumarola ha raccolto l’invito, ma ha anche stuzzicato il suo interlocutore: “Noi siamo prontissimi. Però parlare di ‘patto’ proprio non gli riesce. Neanche di ‘alleanza’. Dì a questa platea che sei pronto a lavorare per un ‘patto della responsabilità’. No, la parola proprio non gli viene”, ha scherzato la segretaria Cisl, strappando qualche sorriso ma mettendo in chiaro la serietà della questione.
Le distanze restano, ma il dialogo si riaccende
Nonostante il clima disteso, le differenze tra sindacati e imprese emergono ancora su punti cruciali. Fumarola non ha fatto giri di parole: “Ci sono sensibilità diverse”, ha detto, riferendosi in particolare al tema del salario minimo legale, su cui la Cisl resta contraria. “Al tavolo tra imprese e sindacati qualcuno ha parlato di salario minimo e noi abbiamo detto no”, ha spiegato. Ma la leader sindacale ha già fissato un nuovo appuntamento: il 13 dicembre in piazza Santi Apostoli. “Partendo dalla manovra, vogliamo rilanciare questa grande alleanza”.
Il lavoro al centro del confronto
Per entrambi, il lavoro è il cuore della questione. “Bisogna partire da un accordo sul lavoro, perché è lì che si giocano le dinamiche sociali”, ha sottolineato Fumarola. Su questo punto Orsini si è detto d’accordo: “Confindustria vede impresa e lavoro come due facce della stessa medaglia, anche se da punti di vista diversi”. Il riferimento è all’accordo del 1993, che segnò una svolta nelle relazioni sociali: “Crediamo sia il momento della responsabilità, ognuno deve fare la sua parte”, ha aggiunto Fumarola.
La ricerca di una nuova alleanza possibile
Il clima resta quello di una trattativa aperta. Orsini ha richiamato le parole con cui si era candidato a guidare Confindustria: “Dialogo, identità e unità”. E ha aggiunto: “Ho fatto una lista di cento temi e poi mi sono chiesto: su dieci siamo d’accordo? Partiamo da quelli e poi vediamo il resto”. Fumarola non si è lasciata sfuggire la battuta: “Non erano dieci, erano tre”. Orsini ha sorriso: “Tre per tre. Già mettere insieme voi tre sindacati non è semplice”.
Contratti e welfare, le sfide all’orizzonte
Tra i temi sul tavolo ci sono anche i contratti collettivi e il welfare aziendale. Dopo il rinnovo per i metalmeccanici, Orsini ha assicurato che si sta accelerando anche in altri settori: “La responsabilità passa anche da qui”, ha detto. E ha parlato anche di un “piano casa” per i lavoratori, sottolineando come le condizioni abitative siano ormai una questione che interessa anche le imprese.
Verso una stagione di responsabilità condivisa
In chiusura, il confronto tra Cisl e Confindustria sembra segnare l’inizio di una nuova stagione di responsabilità condivisa, almeno secondo i protagonisti. Le differenze restano – in particolare sul salario minimo – ma la voglia di dialogare appare concreta. “Da Orsini ci aspettiamo un’apertura su questo percorso”, ha ribadito Fumarola. E il presidente degli industriali, pur senza mai pronunciare la parola “patto”, ha lasciato capire che la strada del confronto resta aperta: “Partiamo dalle cose su cui siamo d’accordo”. Solo così, forse, si potrà davvero parlare di una nuova alleanza sociale.
