Roma, 29 novembre 2025 – Il dibattito sulle grandi opere nel Sud Italia torna al centro della scena. Questa mattina, l’economista Carlo Cottarelli ha espresso forti dubbi sulla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. L’occasione è stata il convegno “Connessioni Mediterranee – Nuovo bilancio europeo porti, ponte e politiche per il Sud”, organizzato nell’ambito del Festival Euromediterraneo dell’economia e dal quotidiano “L’Altravoce”. In collegamento video, Cottarelli ha messo in fila priorità e perplessità, distinguendo nettamente tra investimenti in infrastrutture pubbliche e iniziative industriali.
Cottarelli: “Prima sistemiamo le reti locali, poi si può pensare al ponte”
“Le infrastrutture pubbliche sono necessarie, ma non è la stessa cosa delle iniziative industriali”, ha detto Cottarelli, sottolineando quanto sia importante il capitale pubblico per migliorare i trasporti in tutto il Paese. Il nodo vero, secondo lui, riguarda come vengono spesi i soldi: “Bisogna decidere se investire nel ponte sullo Stretto o rafforzare prima le strade, le ferrovie e le reti locali”.
Ha chiarito bene la sua posizione: “Io credo che la priorità sia mettere a posto le reti stradali e ferroviarie della Sicilia e della Calabria”. Un aspetto che, secondo Cottarelli, non si può ignorare, soprattutto con le sfide del riscaldamento globale in agguato. “Abbiamo un problema serio che diventerà sempre più grave: le reti idriche. Quella, a mio avviso, è la vera priorità”, ha aggiunto.
Nessuna analisi indipendente sui costi e benefici
Il tema del ponte sullo Stretto resta spinoso. Cottarelli non si è tirato indietro davanti alla domanda più difficile: “Se alla fine ci saranno soldi anche per il ponte, ben venga. Ma io non ho mai fatto uno studio approfondito per capire se il ponte conviene davvero”. Una frase che fotografa bene l’incertezza che ancora circonda l’opera.
Secondo l’ex commissario alla spending review, manca una vera analisi indipendente: “È una questione controversa. Non esiste un’analisi costi-benefici fatta da chi non ha interessi nel progetto. Quelle fatte dalla società che promuove il ponte danno risultati ovvi”. Un punto che riaccende il dibattito sulla trasparenza e sull’affidabilità degli studi presentati finora.
Le priorità per il Sud secondo Cottarelli
Durante il suo intervento, Cottarelli ha insistito sull’urgenza di intervenire prima sulle reti locali. “La priorità è un’altra”, ha ribadito. In Sicilia e Calabria, ha spiegato, ci sono problemi strutturali che riguardano sia le strade sia i collegamenti ferroviari. Problemi che si intrecciano con la gestione delle risorse idriche, sempre più sotto pressione a causa del cambiamento climatico.
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture aggiornati al 2024, oltre il 60% delle linee ferroviarie regionali in Sicilia e Calabria ha bisogno di lavori di ammodernamento. Le autostrade A19 Palermo-Catania e A2 Salerno-Reggio Calabria hanno tratti in manutenzione straordinaria o con interventi programmati. “Mettere a posto queste reti – ha detto Cottarelli – avrebbe un impatto immediato sulla vita delle persone e sull’economia locale”.
Il dibattito resta aperto e acceso
La posizione di Cottarelli si inserisce in un confronto acceso, con da una parte chi vede nel ponte sullo Stretto un volano di sviluppo e simbolo di modernità, e dall’altra chi spinge per interventi più mirati sulle infrastrutture già esistenti. Il governo Meloni ha rilanciato il progetto nei mesi scorsi, stanziando fondi nel nuovo bilancio europeo e prevedendo l’inizio dei lavori entro il 2026. Ma restano forti le richieste di chiarezza su costi e benefici reali dell’opera.
“Non sono contrario a prescindere – ha detto Cottarelli – ma bisogna capire dove conviene davvero mettere i soldi”. Una frase che riassume bene il tono pragmatico del suo intervento e lascia la porta aperta al dibattito sulle scelte strategiche per il Mezzogiorno.
In attesa di decisioni definitive, il confronto tra grandi opere e priorità locali resta acceso. La domanda è sempre la stessa: meglio puntare su un ponte o su strade e ferrovie più efficienti? Per ora, la risposta è ancora lontana.
