Franzolini (FenealUil): sabato a Roma per chiedere cambiamenti nella manovra

Franzolini (FenealUil): sabato a Roma per chiedere cambiamenti nella manovra

Franzolini (FenealUil): sabato a Roma per chiedere cambiamenti nella manovra

Matteo Rigamonti

Novembre 29, 2025

Roma, 29 novembre 2025 – La manovra economica del governo Meloni, presentata nelle scorse settimane e ora al centro del dibattito in Parlamento, sta dividendo il mondo sindacale. Oggi, al Teatro Brancaccio di Roma, la Uil e le sue categorie – tra cui la FenealUil, che rappresenta i lavoratori dell’edilizia, dei manufatti, del legno e dei lapidei – sono scese in piazza per chiedere modifiche precise al provvedimento. Una scelta decisa, come spiega Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, “insieme al segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri”, per “spingere il governo su alcuni temi che stanno a cuore ai nostri iscritti”.

Edilizia in rivolta: le richieste che pesano

Al centro delle critiche della FenealUil c’è la questione dell’evasione fiscale, che secondo Franzolini “nella manovra non ha trovato alcuna risposta concreta”. Senza giri di parole, il segretario ha detto ai giornalisti davanti al teatro: “Non c’è niente sulla lotta a questo fenomeno”. Una battaglia storica per il sindacato, che da anni reclama interventi seri contro l’evasione.

Ma non è tutto. Franzolini punta il dito anche contro l’innalzamento dell’età pensionabile, definendolo “inaccettabile per un settore come l’edilizia”. “Abbiamo tanti incidenti mortali tra chi lavora oltre i 60 anni”, ha ricordato, sottolineando la fatica e i rischi di questo mestiere, che rendono impossibile pensare di restare in cantiere a lungo. “Chiediamo al governo di ripensarci”, ha ribadito, mentre sul palco si alternavano interventi di delegati da varie regioni.

Tra luci e ombre: il bilancio della manovra

Nonostante le critiche, il giudizio della FenealUil sulla manovra non è del tutto negativo. “Ci sono anche aspetti buoni”, ammette Franzolini. Soprattutto, sottolinea la detassazione degli aumenti nei contratti nazionali, una misura “che la nostra Confederazione ha chiesto espressamente” e che rappresenta “un passo avanti importante”. “Sono tanti i lavoratori che vedono gli aumenti mangiati dalle tasse”, ha spiegato. La norma, inserita nel testo della legge di bilancio dopo una lunga trattativa con le parti sociali, è accolta con favore: “Su questo punto non possiamo che dare un giudizio positivo”.

Eppure, il quadro resta complicato. “Un giudizio in chiaroscuro”, lo definisce Franzolini. Da una parte c’è qualche apertura su temi importanti per i lavoratori; dall’altra, restano dubbi su questioni fondamentali come la previdenza e la lotta all’evasione. “Chiediamo al governo di intervenire”, insiste il segretario generale, mentre fuori dal teatro si raccolgono piccoli gruppi di manifestanti con striscioni e bandiere.

La protesta al Brancaccio: un messaggio forte

La scelta di scendere in piazza proprio il 29 novembre non è casuale. In questi giorni la discussione sulla manovra entra nel vivo in Parlamento e i sindacati vogliono farsi sentire. “È una scelta ben studiata”, ha confidato Franzolini ai cronisti. L’obiettivo è chiaro: ottenere cambiamenti concreti prima che la legge di bilancio venga approvata.

Nel foyer del Brancaccio si respira un’atmosfera tesa ma determinata. Delegati arrivati da Milano, Napoli, Bari raccontano storie simili: turni pesanti nei cantieri, preoccupazioni per il futuro delle pensioni, richieste di più sicurezza sul lavoro. “Non possiamo accettare che chi lavora in edilizia debba restare in cantiere fino a 67 anni”, dice un operaio di Catania.

Mobilitazione pronta a proseguire

La Uil e la FenealUil non escludono altre iniziative se le richieste resteranno inascoltate. “Siamo pronti a continuare la mobilitazione”, avverte Franzolini. Il confronto con il governo è aperto, ma le distanze su alcuni temi restano ampie.

Intanto, la piazza romana si svuota lentamente. Rimangono le bandiere arancioni e blu, qualche slogan sussurrato e la consapevolezza – tra i delegati – che la partita sulla manovra economica è tutt’altro che chiusa.