Giorgetti annuncia: il bilancio torna in attivo primario!

Giorgetti annuncia: il bilancio torna in attivo primario!

Giorgetti annuncia: il bilancio torna in attivo primario!

Matteo Rigamonti

Novembre 29, 2025

Roma, 29 novembre 2025 – Questa mattina, durante un collegamento video con l’assemblea nazionale di Noi Moderati, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha messo in evidenza un risultato importante ottenuto dal governo: “Il più grande successo è stato riportare il bilancio in avanzo primario”, ha detto con convinzione. Per Giorgetti, l’Italia oggi ha un deficit che dipende “solo ed esclusivamente dagli interessi sul vecchio debito”. Nessun nuovo debito, ha assicurato, è stato accumulato dall’esecutivo in carica, niente che lasciamo in eredità alle prossime generazioni.

Avanzo primario: un segnale forte per i mercati

Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato che tornare all’avanzo primario è un segnale di stabilità, importante sia per i mercati sia per le istituzioni europee. “Di questo sono orgoglioso”, ha detto Giorgetti, spiegando che mantenere i conti in ordine è stata una delle priorità del governo negli ultimi tre anni. Per chi non lo sapesse, l’avanzo primario indica la differenza positiva tra entrate e uscite, tolti gli interessi sul debito. Era scomparso durante la pandemia e la crisi energetica, ma ora, secondo i dati del Ministero, è tornato a essere positivo.

Manovra di bilancio e dialogo con i sindacati

Il ministro ha poi parlato della manovra di bilancio e del confronto con le parti sociali. “Il dialogo ha portato a risultati concreti, ben oltre le chiacchiere e le anticipazioni”, ha spiegato. Giorgetti ha definito il percorso “utile” e ha sottolineato che alcune richieste di sindacati e associazioni datoriali sono state accolte. Tra i temi più caldi, secondo fonti del Ministero, ci sono la riduzione del cuneo fiscale e gli interventi per aiutare chi ha redditi più bassi.

Pressione fiscale: non solo per i ricchi

Nel passaggio più politico del suo discorso, Giorgetti ha rispedito al mittente le critiche su una presunta riduzione della pressione fiscale a vantaggio solo dei più ricchi. “Abbiamo seguito una strada razionale”, ha spiegato. “La polemica politica a breve termine ci sta, fa parte del gioco”. Ma ha aggiunto: “Non siamo partiti dai ricchi: abbiamo tagliato il costo del lavoro e abbassato le tasse partendo dalle fasce di reddito più basse”. L’obiettivo è chiaro: cercare di recuperare almeno in parte il potere d’acquisto perso con l’inflazione degli ultimi anni.

Il ceto medio al centro delle prossime mosse

Il ministro ha poi annunciato che ora l’attenzione del governo si sposta sul ceto medio, con un percorso “graduale” per ridurre le tasse anche per loro. “Abbiamo potuto fare qualcosa anche per questa fascia”, ha detto Giorgetti, “abbiamo alzato l’asticella”. Il riferimento è alle ultime misure della legge di bilancio, che prevedono più detrazioni fiscali e nuovi incentivi per le famiglie con figli. Tuttavia, ha precisato il ministro, ogni scelta è stata fatta “nei limiti che abbiamo”, cioè rispettando le regole europee sul deficit.

Guardare oltre il breve termine

Infine, Giorgetti ha invitato a guardare oltre l’immediato. “Non si può giudicare tutto da una singola foto e perdere di vista il film intero di questi tre anni”, ha detto. Un messaggio rivolto tanto agli osservatori politici quanto ai cittadini: solo vedendo il percorso completo si capiscono le scelte fatte. Conclude ribadendo la volontà del governo di andare avanti con prudenza, senza rinunciare a misure a favore di lavoratori e famiglie.