Berlino, 29 novembre 2025 – La fama accorcia la vita dei cantanti: chi raggiunge il successo internazionale muore in media quattro anni prima dei colleghi meno celebri. A dirlo è uno studio osservazionale condotto su quasi 650 artisti tra Europa, Regno Unito e Nord America, pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health dai ricercatori della Witten Herdecke University. Secondo gli esperti, la pressione costante dei riflettori e lo stress legato alla notorietà pesano sulla salute quanto il fumo.
Cantanti famosi, la vita si accorcia: i dati che spiazzano
La ricerca ha analizzato le biografie di 324 cantanti famosi, scelti dal database “Top 2000 Artists of All Time” di acclaimedmusic.net, e di un numero uguale di artisti meno noti. I ricercatori hanno messo a confronto i due gruppi considerando anno di nascita, sesso, nazionalità, etnia, genere musicale e ruolo – solista o leader di una band. Il periodo preso in esame va dal 1950 al 1990, per avere abbastanza dati sul rischio di mortalità fino al 2023.
Il risultato è chiaro: i cantanti famosi vivono in media fino a 75 anni, mentre i meno noti arrivano a 79. La differenza non si riduce nemmeno tenendo conto di altri fattori come il fatto di far parte di una band o il genere musicale. “La celebrità aumenta il rischio di morte del 33% rispetto agli artisti meno conosciuti”, spiega il team della Witten Herdecke University.
Band o solista, la fama fa la differenza
Un dato interessante riguarda il ruolo nel gruppo: il 59% dei cantanti studiati faceva parte di una band, il 29% era solista e il 12% si esibiva sia da solo che in gruppo. I dati mostrano che stare in una band riduce il rischio di morte del 26% rispetto a chi canta da solo. Ma questo non cambia il fatto che la fama rimane il fattore principale legato all’aumento della mortalità. “Anche considerando il ruolo, la notorietà è il vero elemento di rischio”, precisano gli autori.
Il campione era composto soprattutto da artisti rock (65%), seguiti da R&B (14%), pop (9%), new wave (6%), rap (4%) ed elettronica (2%). La scelta di concentrarsi su musicisti attivi tra il 1950 e il 1990 serve a garantire dati solidi sulla durata della carriera e l’esposizione al rischio.
Lo stress della celebrità pesa sulla salute
Lo studio sottolinea che il rischio di morte aumenta solo dopo aver raggiunto la fama e resta alto finché si mantiene la notorietà. L’effetto è simile a quello del fumo occasionale: “Il rischio aggiuntivo della fama è paragonabile a quello dei fumatori saltuari, che hanno un aumento della mortalità del 34%”, si legge nell’articolo.
Ma cosa rende la fama così pericolosa? Gli autori indicano lo stress psicosociale tipico della vita sotto i riflettori: il controllo pubblico continuo, la pressione di performare sempre al massimo, la perdita totale della privacy. “Questi elementi possono causare disagio psicologico e portare a comportamenti dannosi per la salute”, spiegano i ricercatori. Insomma, la celebrità diventa un peso cronico che si aggiunge ai rischi del mestiere.
Un problema delle star internazionali
La ricerca ha preso in esame artisti di Europa, Regno Unito e Nord America, zone dove la pressione mediatica e le aspettative del pubblico sono particolarmente forti. “Non si tratta solo di abitudini sbagliate o di abuso di sostanze”, dice uno degli autori. “Il vero problema è l’impatto psicologico della fama”.
Tra i musicisti, il tema non è passato inosservato. “Non è facile reggere certi ritmi”, confida un giovane cantante milanese, “soprattutto quando tutti si aspettano qualcosa da te ogni giorno”.
Alla fine, lo studio tedesco riapre il dibattito sul prezzo da pagare per la notorietà nel mondo della musica. Un prezzo che, dati alla mano, potrebbe essere molto più alto di quanto si pensasse.
