Il gas tocca i minimi storici: 28,83 ecco cosa significa per il mercato

Il gas tocca i minimi storici: 28,83 ecco cosa significa per il mercato

Il gas tocca i minimi storici: 28,83 ecco cosa significa per il mercato

Giada Liguori

Novembre 29, 2025

Milano, 29 novembre 2025 – Il prezzo del gas in Europa è sceso oggi ai livelli più bassi dall’inizio della guerra in Ucraina, segnando un calo che non si vedeva da febbraio 2022. Sui mercati, soprattutto ad Amsterdam, il contratto TTF – punto di riferimento per il continente – ha chiuso la giornata a 28,91 euro al megawattora, dopo aver toccato un minimo intraday di 28,83 euro. Si tratta di un ribasso dell’1,6% rispetto a ieri, frutto sia delle speranze legate ai colloqui di pace tra Russia e Ucraina, sia delle temperature più miti del previsto in Europa centrale e settentrionale.

Gas ai minimi da quasi quattro anni: cosa pesa sul mercato

Gli operatori delle principali borse europee, da Londra a Francoforte, hanno seguito con attenzione l’andamento delle quotazioni del gas naturale. Dietro a questo calo, spiegano fonti di mercato sentite da alanews.it, c’è una doppia spinta: da un lato la possibilità che le tensioni tra Mosca e Kiev si allentino; dall’altro, le temperature anomale registrate in questi giorni tra Germania, Paesi Bassi e Francia. “Le previsioni meteo mostrano valori sopra la media stagionale almeno fino a metà dicembre”, ha detto un analista di Refinitiv. “Questo fa scendere la domanda di riscaldamento e mette meno pressione sulle scorte”.

Mercati in fibrillazione, ma con prudenza

La giornata ad Amsterdam è partita con un po’ di cautela, ma già entro metà mattina il calo era chiaro. Alcuni trader hanno notato volumi più bassi del solito, segno che molti investitori preferiscono aspettare gli sviluppi dei negoziati diplomatici. “Tutti guardano con attenzione a quello che succede tra Russia e Ucraina”, ha raccontato un operatore di una grande utility italiana. “Se si aprisse davvero uno spiraglio per una tregua o un cessate il fuoco, potremmo vedere nuovi ribassi”. Però non manca chi mette in guardia: “Basta un’ondata di freddo improvvisa o un’escalation militare per far risalire i prezzi”, ha avvertito un altro trader.

Bollette e imprese: cosa cambierà davvero

Il ritorno del prezzo del gas sotto i 30 euro al megawattora riporta il mercato ai livelli pre-crisi energetica. Per famiglie e imprese italiane, questo potrebbe tradursi in bollette più leggere nelle prossime settimane. Secondo Nomisma Energia, se la tendenza si confermasse, il costo medio per una famiglia tipo potrebbe calare di circa il 10% rispetto ai picchi dello scorso inverno. “È presto per festeggiare”, ha precisato Davide Tabarelli, presidente della società di consulenza. “Ma la situazione è molto diversa da dodici mesi fa”.

Scorte piene e rinnovabili: due fattori chiave

Un’altra spinta alla stabilità dei prezzi arriva dal livello delle scorte di gas nei depositi europei. I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che gli stoccaggi sono pieni all’87%, più della media degli ultimi cinque anni. Questo dà un certo margine di sicurezza anche se la domanda dovesse salire improvvisamente. Nel frattempo, cresce il ruolo delle energie rinnovabili: nei primi dieci mesi del 2025, eolico e solare hanno coperto quasi il 30% del fabbisogno elettrico europeo.

Avanti con cautela: cosa ci aspetta nei prossimi mesi

Gli esperti però invitano a non abbassare la guardia. L’inverno è appena cominciato e il meteo può cambiare in fretta. La situazione geopolitica resta fragile: “I negoziati tra Russia e Ucraina sono ancora agli inizi”, ha ricordato un diplomatico europeo a Bruxelles. “Ogni piccolo passo può influenzare subito i mercati dell’energia”. Nel frattempo, famiglie e imprese restano con gli occhi puntati sulle prossime bollette, sperando che la tregua sui prezzi duri almeno fino alla primavera.

In attesa di sviluppi sul fronte diplomatico e meteorologico, il dato di oggi resta comunque una boccata d’aria per l’economia europea e per chi ogni mese deve fare i conti con i costi dell’energia.