Il Papa alla Moschea Blu: un incontro che sorprende e divide

Il Papa alla Moschea Blu: un incontro che sorprende e divide

Il Papa alla Moschea Blu: un incontro che sorprende e divide

Matteo Rigamonti

Novembre 29, 2025

Istanbul, 29 novembre 2025 – Questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto tappa alla celebre Moschea Blu di Istanbul, uno dei simboli più riconoscibili della Turchia. Tuttavia, durante la visita, ha preferito non pregare all’interno dell’edificio. L’incontro, iniziato poco dopo le 10, si è svolto in un’atmosfera di rispetto, con le autorità locali e i rappresentanti religiosi a osservare con attenzione.

Un gesto diverso dal solito

Accompagnato da una delegazione ufficiale e accolto dal muezzin Asgin Tunca, Mattarella ha rispettato il protocollo riservato agli ospiti non musulmani: si è tolto le scarpe all’ingresso, come vuole la tradizione islamica. Ma, a differenza di altri leader occidentali – come Papa Benedetto XVI e Papa Francesco – il presidente italiano non si è fermato per una preghiera o un momento di raccoglimento. “Gli ho detto che questa è la casa di Allah, che poteva pregare se voleva, ma lui ha risposto: ‘No, preferisco osservare’”, ha raccontato il muezzin ai giornalisti, tranquillo.

Dentro la Moschea Blu

La Moschea Blu, o Sultanahmet Camii, è uno dei gioielli architettonici di Istanbul. Costruita tra il 1609 e il 1616 per volere del sultano Ahmed I, spicca per i suoi sei minareti e le oltre ventimila piastrelle azzurre che ornano l’interno. Mattarella ha ammirato la grande cupola centrale e i dettagli delle decorazioni, seguendo le spiegazioni delle guide locali. Ha percorso lentamente la navata principale, accompagnato da funzionari turchi e dagli agenti della sicurezza italiana.

Perché non pregare?

La scelta di non pregare nella moschea – spiegano fonti del Quirinale – è legata al rispetto per la laicità dello Stato italiano e al carattere istituzionale della visita. “Il presidente ha voluto mettere in evidenza il valore del dialogo interreligioso, evitando gesti che potessero essere interpretati come atti di culto”, ha detto un membro dello staff presidenziale. In passato, sia Benedetto XVI nel 2006 sia Francesco nel 2014 si erano invece fermati in silenzio per qualche minuto, suscitando reazioni diverse tra i fedeli e i media internazionali.

Reazioni sul posto

All’uscita dalla moschea, alcuni turisti italiani presenti nella piazza hanno apprezzato la sobrietà della scelta. “Mi sembra un gesto rispettoso”, ha commentato Marco, 42 anni, in viaggio con la famiglia da Milano. Anche tra i religiosi locali non si sono registrate tensioni: “Ognuno si muove secondo la propria fede e ruolo”, ha spiegato un imam della zona, sottolineando che “la porta della moschea resta aperta a tutti”.

Tra cultura e diplomazia

La visita alla Moschea Blu fa parte del tour ufficiale di Mattarella in Turchia, iniziato ieri con un incontro al palazzo presidenziale di Ankara con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Nel pomeriggio sono in programma colloqui con membri della comunità italiana a Istanbul e una visita al Museo di Santa Sofia. L’obiettivo, dicono fonti diplomatiche, è rafforzare i legami tra Italia e Turchia, puntando sulla cooperazione culturale e il dialogo tra fedi diverse.

Un segnale di rispetto reciproco

La decisione di Mattarella di limitarsi a una visita di osservazione nella Moschea Blu viene interpretata dagli esperti come un segnale di attenzione verso le sensibilità religiose, senza però rinunciare ai principi di laicità che caratterizzano l’Italia. Un equilibrio delicato, che in questi giorni a Istanbul si traduce in gesti misurati e parole scelte con cura.