Roma, 29 novembre – Un attacco con droni russi ha scosso Kiev nella notte tra venerdì e sabato. Il bilancio parla di almeno un morto e undici feriti, tra cui una donna e un ragazzo. Le autorità ucraine hanno confermato quanto accaduto nelle prime ore del mattino, mentre la città si svegliava tra macerie e il rumore delle ultime esplosioni.
Kiev sotto attacco: esplosioni e paura nel cuore della notte
Intorno a mezzanotte, nel centro di Kiev si sono sentite forti detonazioni. I giornalisti sul posto hanno subito segnalato quello che stava succedendo. Il sindaco, Vitali Klitschko, ha subito accusato l’esercito russo: “La città è stata colpita da droni”. Su Telegram, Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare della capitale, ha scritto che “i droni nemici sono sopra Kiev e la difesa aerea sta rispondendo”. La vittima sarebbe un uomo, mentre tra i feriti ci sono anche una donna e un ragazzo.
Nove obiettivi in cinque quartieri colpiti
Le prime ricostruzioni parlano di almeno nove obiettivi diversi in cinque quartieri della città. Non sono stati forniti dettagli precisi sulle zone, ma fonti locali raccontano di danni a case e strutture civili. In alcune aree, i soccorritori hanno lavorato per liberare persone rimaste intrappolate sotto le macerie. “Abbiamo sentito un boato fortissimo e poi le finestre sono esplose”, ha raccontato un residente di Solomianskyi, raggiunto al telefono poco dopo le 2.
Difesa aerea in campo: la risposta ucraina
Appena è scattato l’allarme, la difesa aerea ucraina è entrata in azione. Lo Stato Maggiore di Kiev ha riferito che diversi droni sono stati abbattuti prima di raggiungere gli obiettivi. Ma alcuni sono riusciti comunque a superare le difese, causando danni e feriti tra i civili. “La nostra priorità è proteggere la popolazione”, ha detto Klitschko poco dopo le 3 del mattino.
La città sotto choc: tensione e precauzioni
Dopo l’attacco, il clima in città è rimasto teso. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di restare a casa, uscire solo se necessario e seguire le indicazioni della protezione civile. Molti hanno passato la notte nei rifugi sotterranei o nelle stazioni della metro, come spesso accade dall’inizio della guerra. “Non è la prima volta, ma ogni volta sembra la prima”, ha detto una donna che vive vicino a Maidan Nezalezhnosti.
Escalation e rischi per i civili
L’attacco arriva in un momento di forte tensione tra Russia e Ucraina. Negli ultimi tempi, episodi simili non sono mancati. Secondo dati ufficiali, da gennaio Kiev è stata colpita più di cinquanta volte da droni o missili. Le autorità denunciano una strategia per colpire infrastrutture civili e spaventare la popolazione. “Non ci faremo fermare da queste provocazioni”, ha assicurato Tkachenko, ribadendo l’impegno delle forze ucraine a difesa della città.
Bilancio provvisorio e indagini aperte
Il conto delle vittime e dei danni è ancora provvisorio: un morto, undici feriti – tra cui una donna e un adolescente – e danni ancora da valutare. Le autorità locali stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i resti dei droni abbattuti per capire da dove arrivassero. Intanto, Kiev cerca di tornare lentamente alla normalità, anche se la paura è ancora forte nelle strade quasi deserte del centro.
Secondo fonti ucraine, questo è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi che mostrano quanto la capitale sia vulnerabile agli attacchi aerei. Eppure, tra sirene e vetri rotti, molti abitanti continuano a ripetere: “Non ci si abitua mai.”
