Roma, 29 novembre 2025 – Dal palco dell’assemblea nazionale di Noi Moderati, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha rilanciato con forza la necessità di un confronto concreto tra imprese, lavoratori e istituzioni sulla manovra economica. “Proteggere l’impresa in Italia significa difendere i lavoratori italiani”, ha detto con chiarezza. Dopo anni di distanze, ha sottolineato, il dialogo con i sindacati torna al centro del dibattito. “Abbiamo presentato un documento con alcune richieste comuni, cosa che non accadeva da tempo”, ha aggiunto, mettendo in luce l’importanza di un confronto aperto sulle misure per far crescere il Paese.
Manovra e competitività, gli industriali puntano in alto
Per Orsini, la parola d’ordine resta competitività. “Da luglio lo ripetiamo: serve una visione almeno triennale, un vero piano industriale per l’Italia e anche per l’Europa”, ha ribadito davanti a una platea attenta. Il presidente di Confindustria ha chiesto misure concrete e coordinate, capaci di sostenere la crescita delle imprese e, di riflesso, dell’occupazione.
Durante il suo intervento, Orsini ha messo in chiaro un punto essenziale: la difesa delle imprese italiane è strettamente legata al benessere dei lavoratori. “Imprese e lavoratori sono la stessa cosa”, ha detto senza mezzi termini. Un principio che, secondo lui, deve guidare ogni scelta economica nei prossimi mesi.
Confronto con i sindacati: un passo avanti importante
Il ritorno al dialogo tra Confindustria e i sindacati è, per Orsini, un passaggio fondamentale. “Serve confronto e dialogo”, ha spiegato, ricordando come la presentazione di un documento condiviso sia un segnale positivo dopo anni di rapporti difficili. “Lo dico da sempre: imprese e lavoratori devono andare nella stessa direzione”, ha confidato ai cronisti dopo l’assemblea.
Secondo il presidente degli industriali, questa collaborazione può aiutare a trovare soluzioni più efficaci per far crescere produttività e sviluppo. “Abbiamo il dovere di far crescere le nostre imprese in modo deciso”, ha aggiunto, indicando nella coesione tra mondo produttivo e lavoratori la chiave per affrontare le sfide che ci aspettano nei prossimi tre anni.
Manovra: apprezzamenti per iperammortamento e Zes unica
Sui contenuti della manovra, Orsini ha espresso apprezzamento per alcune scelte del governo. “L’iperammortamento è un buon strumento, aiuta le imprese a investire ed è automatico”, ha spiegato. Questa misura permette alle aziende di avere incentivi fiscali sugli investimenti in beni innovativi, una leva importante per modernizzare il tessuto produttivo.
Altro punto a favore, secondo Orsini, è la Zes unica (Zona Economica Speciale), che estende agevolazioni fiscali e semplificazioni al Mezzogiorno. “Non eravamo in tanti a sostenerla”, ha ricordato, sottolineando come questa misura possa davvero attirare investimenti e rilanciare l’economia del Sud. “Un passo in più si può fare – ha detto – se portiamo il modello Zes in tutta Italia”.
Conti pubblici sotto controllo, ma serve visione
Orsini non ha nascosto le difficoltà legate ai conti pubblici. “Capisco le esigenze di bilancio che limitano il governo”, ha ammesso. Tuttavia, ha aggiunto, è proprio in questo momento che serve uno sforzo comune per mettere a fuoco le priorità e assicurare una crescita solida.
La richiesta degli industriali è chiara: serve una strategia precisa, che guardi oltre l’emergenza e tracci una strada di sviluppo duraturo. “Dobbiamo fare una cosa semplice: mantenere competitive le imprese italiane”, ha concluso Orsini, lasciando intendere che il confronto tra parti sociali e governo continuerà nelle prossime settimane. Solo allora, ha detto, si potrà davvero parlare di rilancio.
