Roma, 29 novembre 2025 – Ieri, nella sede di via Pinciana, l’assemblea dei delegati della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr), guidata da Luigi Pagliuca, ha dato il via libera all’assestamento del preventivo 2025 e al bilancio di previsione per il 2026. Una scelta che arriva in un momento ancora incerto sul piano economico, tra tensioni internazionali e una crescita interna rallentata. Ma che conferma la solidità dell’ente e la prudenza con cui vengono gestite le risorse.
2025: rendimenti solidi e contributi in crescita
Il 2025 si chiude con segnali incoraggianti: il patrimonio mobiliare ha tenuto bene e la contribuzione degli iscritti è cresciuta. Il presidente Pagliuca ha spiegato che la ripresa delle quotazioni sui mercati, dopo le turbolenze legate al “Liberation day” e ai dazi Usa, ha spinto a puntare di più sul mercato azionario. Così, i proventi da investimenti previsti a fine anno sono saliti a 1.139 milioni di euro, mentre gli oneri per investimenti si fermano a 36,4 milioni.
Il bilancio assestato, approvato dall’assemblea, mostra un risultato lordo positivo di 109,1 milioni e un utile netto di 25,57 milioni. Le rettifiche, soprattutto la svalutazione delle attività finanziarie (44 milioni) e dei crediti verso gli iscritti (39,52 milioni), riflettono una scelta prudente, come hanno sottolineato i vertici dell’ente.
Entrate, morosità e spese: le sfide da affrontare
Le entrate contributive segnano una leggera flessione, meno 2 milioni, per un totale di 333,55 milioni di euro. La morosità, aggiornata a ottobre, resta poco sotto il 15% rispetto alla contribuzione dovuta. Un dato che preoccupa, ma non sorprende. “Stiamo intensificando le azioni per recuperare i crediti – ha detto Pagliuca – con oltre 8.000 decreti ingiuntivi già emessi per gli anni fino al 2021”.
Le spese per le prestazioni previdenziali e assistenziali sono arrivate a 305,4 milioni, in crescita di 3,6 milioni rispetto all’anno precedente. Le prestazioni assistenziali invece rimangono stabili, con una previsione di circa 8,66 milioni di euro a fine anno.
Previsioni per il 2026: prudenza e sostenibilità al centro
Per il 2026 il preventivo prevede un risultato lordo di 97,67 milioni e un utile netto di 35,9 milioni. Le previsioni restano caute: si aspetta un leggero aumento della contribuzione, a 340,94 milioni, anche grazie all’adeguamento minimo legato all’inflazione (+1,238%). Gli iscritti attivi e i pensionati che continuano a lavorare dovrebbero essere circa 27.000.
La spesa per le prestazioni salirà a 305,02 milioni, spinta dall’adeguamento delle pensioni dal 1° gennaio 2025. I pensionati aumenteranno a 13.120, con 573 prestazioni in più rispetto al 2025.
Investimenti e gestione finanziaria: prudenza e risultati
I proventi lordi dagli investimenti si stimano a 103,03 milioni, in calo rispetto al budget assestato dell’anno passato. Gli oneri sugli investimenti nel circolante scendono a 20,4 milioni. Il rendimento finanziario del patrimonio mobiliare, inclusi i fondi immobiliari, al 31 ottobre 2025 è positivo del 5,01%, mentre le gestioni a mandato segnano un +7,03%.
La Cassa mantiene una linea prudente anche nella valutazione dei crediti verso gli iscritti: la svalutazione dei crediti contributivi è stimata in 39,52 milioni nel 2025 e in 27,75 milioni nel 2026. “Non è una rinuncia al recupero – ha spiegato Pagliuca – ma una misura contabile per proteggere il fondo dal rischio di crediti inesigibili”.
Analisi ALM e sostenibilità: un orizzonte più solido
Durante l’assemblea è stato approvato l’aggiornamento dell’analisi ALM (Asset Liability Management) per il triennio 2026-2028. L’obiettivo è ridurre più rapidamente la quota immobiliare nel portafoglio investimenti: si passerà dal 27,8% di giugno 2025 al 19,8% previsto per fine 2028. Il rendimento reale atteso è dell’1,6% netto; quello nominale al 3,7%, con un’inflazione stimata al 2,1% nel triennio.
Il dato più importante riguarda la sostenibilità: il funding ratio migliora molto, passando al 115,5% (era al 93,3% nell’analisi ALM del 2024). Un segnale che conferma la solidità della Cassa, confermata anche dal nuovo bilancio tecnico attuariale aggiornato al 31 dicembre 2024. “Il fondo è sostenibile per i prossimi cinquant’anni”, ha assicurato Pagliuca.
Patrimonio e strategie per il futuro
Per il 2026, l’allocazione del patrimonio mobiliare prevede un aumento della quota azionaria al 34%, una crescita degli investimenti alternativi al 15% e una riduzione delle obbligazioni al 46%. Le partecipazioni scendono leggermente al 2,5%. L’ente vuole così mantenere un equilibrio tra rischi e rendimenti.
A chiudere l’assemblea, i delegati hanno ribadito l’importanza di andare avanti con una gestione attenta e prudente. “Solo così – ha concluso Pagliuca – potremo garantire stabilità e sicurezza agli iscritti anche negli anni a venire”.
