Schlein: 13 miliardi sprecati per il ponte Stretto

Schlein: 13 miliardi sprecati per il ponte Stretto

Schlein: 13 miliardi sprecati per il ponte Stretto

Matteo Rigamonti

Novembre 29, 2025

Messina, 29 novembre 2025 – Oggi, a Messina, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, è salita sul palco della manifestazione contro il ponte sullo Stretto di Messina, confermando il sostegno del suo partito ai comitati contrari all’opera. “Siamo qui per dare forza alla vostra battaglia – ha detto Schlein davanti a centinaia di persone radunate in piazza Unione Europea – perché questo blocco è una vittoria dei vostri argomenti, portati avanti con pazienza e determinazione”. La leader dem ha evidenziato la partecipazione di altre forze di opposizione, sottolineando come il messaggio al governo sia “chiaro, soprattutto dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: dovete fermarvi e chiedere scusa per aver tolto 13 miliardi a tutte le altre infrastrutture in attesa, specialmente in Sicilia e Calabria”.

La Corte dei conti stronca il progetto: “Procedure forzate e dati mancanti”

Al centro delle critiche di Schlein c’è la recente sentenza della Corte dei conti che, secondo la segretaria Pd, “dimostra che il progetto è stato spinto avanti ignorando le regole, violando la direttiva europea sull’ambiente, l’habitat e gli appalti”. Dal palco, Schlein ha spiegato che “la Corte denuncia come non siano stati forniti dati completi per capire il costo reale dell’opera e se si sia superato il limite del 50% di aumento: una grave violazione, sia a livello procedurale che per i diritti dei cittadini”.

Per la leader democratica, il governo ha “buttato via 13 miliardi” in un progetto che definisce “propaganda fallimentare”, sottraendo risorse a interventi molto più urgenti per il territorio. “Con quei soldi si potevano fare tante cose – ha ribadito – invece si continua a inseguire un sogno vecchio di vent’anni”.

Il ponte, simbolo di una politica che non cambia

Schlein ha poi collegato la vicenda del ponte a una critica più ampia all’attuale maggioranza. “Questa è la politica di sempre – ha detto – che rincorre i sogni di Berlusconi. Lo vediamo con il condono edilizio del 2003 rispolverato a pochi giorni dalle elezioni regionali, con il ponte e con la riforma della magistratura”.

Un passaggio che ha suscitato applausi tra i presenti, molti dei quali, con cartelli in mano, chiedevano investimenti su trasporti locali e sulle infrastrutture già esistenti, invece che su grandi opere. La manifestazione, partita alle 10 dalla stazione centrale, ha coinvolto associazioni ambientaliste, sindacati e cittadini arrivati anche da Reggio Calabria.

Riforma della magistratura, il braccio di ferro con il governo

Schlein ha poi puntato il dito contro la riforma costituzionale proposta dal governo Meloni. “Dopo la sentenza della Corte dei conti – ha detto – Giorgia Meloni ha mostrato qual è il vero scopo di quella riforma: dire alla Corte dei conti ‘adesso vi facciamo vedere chi comanda’. Ma la democrazia non può essere un assegno in bianco per chi prende qualche voto in più”.

Un affondo che riprende il dibattito acceso delle ultime settimane sul ruolo degli organi di controllo e sulla separazione dei poteri. “Noi non lasceremo passare questa idea che chi governa sia immune al giudizio della magistratura, come tutti gli altri”, ha promesso Schlein.

Sicilia sotto accusa, appello alle dimissioni

Non sono mancate frecciate alla giunta regionale siciliana. “Non so quanti assessori siciliani non siano coinvolti in indagini”, ha detto la segretaria Pd, invitando il presidente della Regione a “prendere atto della situazione” e a dimettersi, per “dare respiro a una Sicilia che merita molto di più”.

Sul palco sono saliti anche rappresentanti dei comitati locali e sindaci di piccoli comuni messinesi. “Non ci fermeremo – ha assicurato uno degli organizzatori – finché non ci sarà trasparenza su come vengono spesi i fondi pubblici e su quali sono le priorità per le infrastrutture al Sud”.

La giornata si è chiusa poco dopo l’una, tra cori e striscioni contro il ponte. Il dibattito resta acceso: da una parte il governo difende l’opera come un volano per l’economia del Sud; dall’altra, opposizioni e comitati chiedono uno stop immediato e una revisione delle priorità. Intanto, la sentenza della Corte dei conti continua a infiammare lo scontro politico e istituzionale.