Kiev, 29 novembre 2025 – Andriy Yermak, consigliere presidenziale e figura di spicco nel cerchio stretto di Volodymyr Zelensky, si è dimesso oggi dopo che la sua abitazione è stata perquisita nell’ambito di un’inchiesta su un presunto scandalo di corruzione da 100 milioni di euro. La notizia, diffusa nelle prime ore dai principali media ucraini, ha scosso immediatamente il panorama politico della capitale, dove Yermak era visto come il vero “braccio destro” del presidente.
Un terremoto nella presidenza Zelensky: indagine e addio improvviso
La perquisizione è avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, in un elegante complesso residenziale del quartiere Pechersk. È stato un momento cruciale in un’inchiesta che da settimane scuote i piani alti del potere a Kiev. Le fonti investigative riferiscono che gli agenti hanno sequestrato documenti e dispositivi elettronici riconducibili a Yermak, nell’ambito di un’operazione anticorruzione che coinvolge anche altri funzionari. “Non ci si deve distrarre da altro che dalla difesa dell’Ucraina”, ha detto Zelensky poco dopo la notizia delle dimissioni, sottolineando l’importanza di mantenere la concentrazione sulla guerra.
Chi è Yermak e come è arrivato a questo punto
Yermak, 52 anni, avvocato e uomo di fiducia del presidente fin dai primi passi della sua carriera politica, era diventato capo dell’Ufficio presidenziale nel 2020. Negli ultimi mesi ha seguito dossier delicati, dai negoziati con Mosca ai rapporti con Washington. La sua uscita di scena, improvvisa e accompagnata da un breve messaggio sui social – “Mi dimetto per non ostacolare il lavoro del presidente” –, ha sorpreso molti. “È un colpo duro per la squadra di Zelensky”, ha ammesso un deputato della maggioranza, contattato poco dopo la notizia.
L’inchiesta sulla corruzione: cosa si sa finora
Al centro dell’indagine c’è una presunta tangente da 100 milioni di euro legata a forniture militari. Secondo le prime ricostruzioni della polizia ucraina, alcuni intermediari avrebbero favorito l’assegnazione di appalti pubblici in cambio di ingenti somme. Gli inquirenti non hanno ancora chiarito il coinvolgimento diretto di Yermak, ma la perquisizione del suo appartamento – avvenuta alle 6.30 di mattina, con i suoi legali presenti – lascia intendere un ruolo importante. “Stiamo lavorando per fare piena luce sui fatti”, ha detto il procuratore generale Andriy Kostin durante una breve conferenza stampa.
Un colpo anche alla diplomazia: negoziati in forse
Le dimissioni arrivano in un momento delicato per la diplomazia ucraina. Fonti di Ukrainska Pravda rivelano che Yermak stava per partire per gli Stati Uniti per partecipare a nuovi negoziati di pace. Un viaggio che ora sembra sospeso, se non annullato. Fonti vicine al Dipartimento di Stato americano parlano di “preoccupazione” per la stabilità del team negoziale ucraino, mentre a Kiev si fanno strada voci su possibili cambi ai vertici dell’Ufficio presidenziale.
Zelensky: “La lotta alla corruzione è prioritaria”
Nel pomeriggio, durante una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale, il presidente Zelensky ha ribadito la linea dura contro la corruzione. “Nessuno è al di sopra della legge”, ha detto davanti a ministri e vertici militari. Un messaggio chiaro rivolto sia all’opinione pubblica sia agli alleati occidentali, che da tempo chiedono più trasparenza nella gestione degli aiuti internazionali.
Tra tensioni e attese: cosa succede ora a Kiev
Nel tardo pomeriggio, davanti al palazzo presidenziale in Bankova Street, alcuni sostenitori del governo si sono radunati in silenzio. Volti tesi, sguardi bassi. “Serve chiarezza, ma anche unità”, ha confidato una giovane attivista con la bandiera ucraina sulle spalle. Intanto, l’opposizione chiede un’inchiesta parlamentare indipendente e più accesso agli atti. Nei corridoi del potere si avverte che la vicenda Yermak potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione della crisi interna. Resta da vedere se la frattura si ricomporrà o lascerà ferite profonde nella leadership ucraina.
