Milano, 30 novembre 2025 – Banca Akros, la banca d’investimento del gruppo Banco Bpm guidato da Giuseppe Castagna, è tornata sotto i riflettori dopo essere stata scelta dal Tesoro, nel novembre 2024, per gestire il collocamento del 15% di Mps. Una decisione che, all’epoca, aveva sorpreso molti operatori: Akros è infatti un istituto di dimensioni contenute e con poca esperienza in operazioni così grandi.
Akros, una sfida inedita per una banca giovane
Nata come sim e diventata banca nel 1997, Akros è entrata nel gruppo Bpm nel 1998, quando la popolare milanese era ancora indipendente dalla fusione con Banco Popolare. Oggi offre servizi di investment banking, consulenza finanziaria, ricerca azionaria e operazioni di finanza straordinaria. I numeri raccontano una realtà snella: nel 2024 ha fatturato 98 milioni di euro, con un utile netto di 21,8 milioni e un organico di 159 dipendenti. A guidarla c’è Mauro Paoloni, presidente storico nel consiglio di Bpm, mentre la gestione operativa è nelle mani del direttore generale Giuseppe Puccio.
Il collocamento Mps e lo scetticismo del mercato
Quando il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha affidato ad Akros il collocamento accelerato (Abb) del 15% di Mps, molti hanno preso la notizia con sorpresa. “Non avevamo mai fatto un’operazione del genere”, hanno ammesso i vertici della banca nel bilancio annuale. Prima d’ora avevano gestito solo un collocamento da 35 milioni di euro, lontanissimo dagli 1,1 miliardi raccolti con Mps. Eppure, proprio questa operazione ha portato ad Akros commissioni “di particolare rilevanza”, come si legge nei documenti ufficiali.
Fonti vicine al dossier raccontano che la scelta del Tesoro risponde anche a logiche di mercato interno e alla volontà di puntare su operatori italiani. In passato, però, il ministero aveva preferito grandi nomi internazionali: per il primo Abb su Mps (25% del capitale) erano stati coinvolti Bank of America, Jefferies e Ubs; per il secondo (12,5%) erano entrati in gioco anche Citi e Mediobanca.
Una banca piccola ma con grandi ambizioni
La vicenda ha acceso i riflettori sulle dimensioni ridotte di Akros rispetto ai grandi gruppi globali. “Conosciamo i nostri limiti, ma anche le nostre potenzialità”, ha spiegato un dirigente della banca milanese. Il gruppo Banco Bpm, che si gioca con Bper e la stessa Mps il ruolo di terzo polo bancario italiano, punta a rafforzare la sua presenza nell’investment banking proprio grazie ad Akros.
Il bilancio 2024 racconta di una crescita costante, anche se prudente. I ricavi restano sotto i 100 milioni, mentre l’utile netto – poco meno di 22 milioni – riflette una gestione attenta ai costi e alle opportunità offerte dal mercato nazionale. La struttura snella e la specializzazione nell’advisory sono, secondo i vertici, un vantaggio in un settore dominato dai giganti internazionali.
Il futuro di Akros tra sfide e opportunità
Resta da vedere se l’esperienza con il collocamento Mps sarà un punto di svolta o solo un episodio isolato. “L’operazione ci ha dato visibilità e nuove competenze”, confida una fonte interna. Ma la concorrenza è dura e le prossime mosse del Tesoro saranno seguite con attenzione dagli addetti ai lavori.
Nel frattempo, Akros continua a puntare su ricerca e formazione del personale, con l’obiettivo di consolidare la sua posizione nel mercato italiano. Il settore aspetta segnali chiari: se Akros riuscirà a sfruttare l’esperienza Mps, potrebbe ritagliarsi uno spazio più ampio tra gli intermediari finanziari del Paese. Per ora, però, la parola d’ordine resta prudenza.
