Milano, 30 novembre 2025 – L’Associazione Bancaria Italiana (Abi) insieme alle principali banche italiane ha lanciato oggi a Milano una nuova iniziativa: “Banche per l’inclusione – Contro la violenza economica”. L’obiettivo è semplice e urgente: sostenere le pari opportunità e fermare ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne, con un’attenzione particolare agli aspetti economici. Il lancio arriva a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un tema che resta drammaticamente attuale.
Banche unite contro la violenza economica
Questa mattina, nella sede dell’Abi in via Olona, è stato presentato il progetto che punta a mettere in campo un’azione concreta da parte del settore bancario per aiutare le donne a conquistare la propria autonomia economica. “Le banche devono fare la loro parte nel combattere la violenza di genere, soprattutto quando si traduce nel controllo o nella privazione delle risorse finanziarie”, ha detto Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi. La campagna prevede la diffusione di materiali digitali – video, infografiche, testimonianze – che mostrano l’impegno delle banche e aiutano a riconoscere i segnali della violenza economica.
Ma non è solo una questione di comunicazione. Tra le iniziative concrete c’è anche l’adesione alla campagna globale Orange the World, promossa da UNWomen. L’obiettivo è “colorare” di arancione – simbolo di un futuro senza violenza – monumenti, sedi istituzionali e canali online per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Un tavolo aperto con istituzioni e società civile
Uno dei momenti chiave del progetto è stato il primo tavolo di confronto, a cui hanno partecipato più di 35 rappresentanti di istituzioni, banche, imprese, associazioni di consumatori, giornalisti, terzo settore e realtà impegnate contro la violenza di genere. L’incontro, tenutosi ieri pomeriggio a porte chiuse, ha messo al centro temi come educazione finanziaria, percorsi di inclusione lavorativa e strumenti per rafforzare l’autonomia personale delle donne in situazioni di fragilità.
“Serve una rete forte tra pubblico e privato”, ha sottolineato una rappresentante della Rete Nazionale Antiviolenza. “Solo così si possono offrire risposte concrete a chi rischia di restare intrappolata in relazioni segnate dal ricatto economico”. I dati Istat parlano chiaro: in Italia una donna su tre ha subito almeno una forma di violenza nella vita; quella economica, spesso invisibile, è tra le più difficili da riconoscere e denunciare.
Strumenti finanziari su misura e aiuti concreti
Le banche italiane, ricorda l’Abi in una nota, sono già attive da tempo su questo fronte. Tra le misure ci sono prodotti finanziari dedicati alle donne in difficoltà, come la sospensione temporanea del pagamento della quota capitale di mutui e prestiti, e collaborazioni con enti specializzati nell’assistenza alle vittime. Non mancano nemmeno programmi di formazione, rivolti sia al personale bancario sia ai clienti.
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Abi e sindacati bancari hanno firmato un nuovo Protocollo d’intesa. Il documento prevede non solo misure di sostegno economico immediato, ma anche percorsi per favorire il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e dei loro figli, nel caso di femminicidio. “Il lavoro resta uno degli strumenti più efficaci per uscire dalla dipendenza”, ha spiegato una dirigente sindacale presente all’incontro.
Un impegno che guarda avanti
La strada è ancora lunga, ammettono gli operatori del settore. Ma tra campagne di sensibilizzazione, strumenti finanziari dedicati e dialogo con la società civile, il mondo bancario italiano ha scelto una direzione chiara: quella dell’inclusione e del supporto concreto alle donne che chiedono aiuto. “Non basta parlare di parità”, ha concluso Sabatini. “Bisogna agire ogni giorno, anche nei dettagli”.
Il prossimo appuntamento è fissato per gennaio 2026, quando si terrà un nuovo incontro per fare il punto sui risultati raggiunti e definire le prossime mosse. Nel frattempo, le banche invitano chi si trova in difficoltà a rivolgersi agli sportelli dedicati o ai numeri verdi attivi su tutto il territorio nazionale.
