Roma, 30 novembre 2025 – L’espansione dell’universo potrebbe aver rallentato, mettendo in discussione l’idea diffusa da decenni che l’universo stia accelerando sempre di più. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, firmato dal gruppo guidato da Young-Wook Lee della Yonsei University di Seul. Se la scoperta venisse confermata, cambierebbe parecchio il modo in cui vediamo la cosmologia e soprattutto il ruolo dell’energia oscura.
Supernovae di tipo Ia: una nuova lettura
Negli ultimi trent’anni, la convinzione della comunità scientifica è stata chiara: l’universo si espande sempre più velocemente, spinto da una forza misteriosa, l’energia oscura, che agisce come una specie di antigravità e spinge le galassie ad allontanarsi. Tutto è partito nel 1998, quando le osservazioni delle supernovae di tipo Ia – le “candele standard” usate per misurare le distanze nello spazio – hanno mostrato un’accelerazione nell’espansione. Quel risultato ha fruttato il Premio Nobel per la Fisica nel 2011 a Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess.
Il team coreano, però, ha rivisto quei dati con un occhio diverso, scoprendo un dettaglio finora trascurato: le supernovae di tipo Ia non sono tutte uguali. “Abbiamo visto che la luminosità di queste esplosioni dipende dall’età delle stelle da cui nascono”, spiega Lee. In pratica, le supernovae nate da stelle più giovani sono più deboli, mentre quelle da stelle vecchie brillano di più. Se non si tiene conto di questa differenza, si rischia di sbagliare le misure delle distanze e quindi le conclusioni sull’espansione dell’universo.
L’universo che rallenta: una rivoluzione in arrivo
Dopo aver corretto i dati considerando l’età delle stelle progenitrici, i ricercatori hanno scoperto che l’universo potrebbe aver già iniziato a rallentare la sua espansione. “Se questi risultati saranno confermati, sarà un vero cambio di passo nella cosmologia, il più grande dagli anni ’90 quando si scoprì l’energia oscura”, ha detto Lee in una nota.
Questa non è una questione da poco. L’idea che l’energia oscura sia una forza costante ha guidato per anni la ricerca e i modelli sull’evoluzione futura del cosmo. Se invece questa forza misteriosa si sta indebolendo nel tempo, come suggeriscono anche alcune analisi indipendenti del fondo cosmico a microonde – la radiazione residua del Big Bang – allora bisognerà rivedere molte teorie attuali.
Scetticismo e attesa tra gli esperti
Il lavoro del gruppo coreano arriva in un momento di dibattito acceso. In passato, alcuni scienziati avevano ipotizzato che l’energia oscura potesse cambiare nel tempo, ma mancavano prove dirette basate sulle supernovae. Ora, la revisione di Lee e colleghi riapre la partita. “È un risultato interessante, ma serve conferma con nuovi dati”, commenta con prudenza Adam Riess, astrofisico della Johns Hopkins University e Nobel 2011. Per lui, servono altre osservazioni e analisi indipendenti per capire se questa ipotesi regge.
Nel frattempo, la notizia ha già acceso discussioni anche in Italia. Scienziati come Luca Izzo dell’Università di Napoli Federico II parlano di un approccio “interessante”, ma avvertono: “Le supernovae sono strumenti potenti ma complessi. Ogni nuova variabile va testata su campioni più grandi e diversi”.
Il futuro della cosmologia tra dubbi e speranze
Per ora, la cosmologia resta sospesa tra vecchie certezze e nuove domande. Se davvero l’universo ha già cominciato a rallentare, si aprono scenari del tutto nuovi sul destino del cosmo: non più una fuga senza fine delle galassie, ma forse un equilibrio o addirittura un possibile collasso. Solo i prossimi anni – e strumenti come il James Webb Space Telescope – potranno chiarire la situazione.
In attesa di conferme, la scoperta di Lee e del suo team ci ricorda quanto sia importante rivedere i dati con attenzione. Anche le teorie più solide possono essere messe in crisi da dettagli sfuggiti all’occhio umano o da una stella che brilla meno del previsto.
