Un anno di Commissione: segnali chiari e prospettive future

Un anno di Commissione: segnali chiari e prospettive future

Un anno di Commissione: segnali chiari e prospettive future

Giada Liguori

Novembre 30, 2025

Bruxelles, 30 novembre 2025 – A un anno dall’avvio della Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen, il vicepresidente Raffaele Fitto traccia un primo bilancio dal palco dell’assemblea nazionale di Noi Moderati. Un anno, iniziato il 2 dicembre scorso, che, secondo Fitto, segna un cambio netto rispetto al passato, con segnali “molto chiari” e la necessità di correggere alcune scelte fatte in precedenza che hanno pesato sulla crescita e lo sviluppo dell’Unione.

Un anno di cambiamenti concreti

“Questo primo anno della Commissione è stato diverso”, ha detto Fitto davanti a una platea attenta, poco dopo le 11. “Abbiamo dovuto rivedere l’organizzazione e alcune decisioni degli anni passati che forse hanno frenato la crescita.” Non ha dato un voto preciso, ma ha invitato a guardare nel complesso: “Il giudizio è positivo”, ha sintetizzato, sottolineando che la strada intrapresa sembra quella giusta, anche se c’è ancora margine per migliorare.

Durante il suo intervento, Fitto ha messo in luce come uno dei temi centrali sia stato il lavoro per la semplificazione delle procedure e la spinta a rendere meno rigido il bilancio europeo. “Le scelte fatte finora per introdurre più flessibilità sono un passo importante”, ha spiegato, ricordando le pressioni arrivate da diversi Paesi – Italia in testa – per rendere più snelle le regole su spesa e investimenti.

Italia e Bruxelles: un confronto serrato sul Pnrr

Un punto cruciale riguarda la collaborazione tra Bruxelles e il governo italiano sulla revisione del Pnrr. Fitto, che ha seguito da vicino la questione, ha sottolineato come il dialogo con la Commissione abbia prodotto risultati concreti: “La collaborazione è stata positiva”, ha detto ai giornalisti a margine dell’assemblea. Si parla delle modifiche fatte al piano italiano per accelerare i progetti e superare intoppi burocratici.

Fonti vicine al vicepresidente raccontano che la Commissione ha apprezzato la disponibilità del governo Meloni a rivedere alcune priorità e a rispettare le scadenze europee. Un lavoro che, nelle intenzioni di entrambi, dovrebbe rendere più efficace l’uso dei fondi Ue.

Le sfide che restano: più velocità e un ruolo globale

Nonostante i risultati, Fitto non nasconde le difficoltà ancora sul tavolo. “Serve più rapidità e decisioni più forti”, avverte, sottolineando come la macchina europea resti spesso rallentata da procedure complicate e tempi lunghi. Una critica condivisa anche da altri politici italiani presenti all’assemblea, che chiedono un’Europa più pronta a rispondere alle sfide del mondo.

Sul fronte internazionale, Fitto parla di una “strada molto chiara verso l’apertura sui mercati globali”, con l’Unione chiamata a giocare un ruolo da protagonista. In questi dodici mesi, Bruxelles ha lavorato per rafforzare i legami commerciali con partner chiave come Stati Uniti, India e i paesi dell’Africa subsahariana. L’obiettivo è consolidare la posizione europea in un mondo sempre più competitivo.

Cosa aspettarsi dal secondo anno

Guardando al futuro, il vicepresidente invita a non abbassare la guardia. “Serve continuità nelle riforme”, ha detto Fitto, ribadendo l’importanza di proseguire sulle semplificazioni e sulla flessibilità di bilancio. Solo così, ha sottolineato, l’Europa potrà affrontare con successo le sfide economiche e sociali che verranno.

In sintesi, il primo anno della Commissione von der Leyen viene promosso con qualche riserva: passi avanti sulla semplificazione e la collaborazione con gli Stati membri, ma ancora molta strada da fare su rapidità nelle decisioni e presenza internazionale. La partita europea, insomma, è ancora tutta da giocare.