Roma, 14 dicembre 2025 – Giuseppe Conte, alla guida del Movimento 5 Stelle, ha chiarito senza mezzi termini la posizione del suo partito sulle possibili alleanze con il Partito Democratico e le altre forze progressiste. Lo ha fatto nel pomeriggio di sabato, sul palco di Atreju, la manifestazione politica organizzata da Fratelli d’Italia. “Siamo pronti a parlare con il Pd e le altre forze progressiste. Ma tutto dipenderà dai programmi: se ci saranno dentro le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità, fino alla giustizia ambientale e sociale. Prima il programma, il candidato viene dopo”, ha detto Conte, rivolgendosi a una platea attenta, tra bandiere e telecamere.
Alleanze: prima i programmi, poi i nomi
La domanda è arrivata diretta e senza giri di parole dal giornalista Tommaso Cerno, poco dopo le 17: il Movimento 5 Stelle correrà in coalizione con il Pd alle prossime elezioni politiche? Conte non ha lasciato spazio a dubbi. “Non siamo alleati con nessuno, ve l’ho già detto”, ha tagliato corto, segnando una linea netta rispetto alle voci circolate nelle settimane scorse. Il leader pentastellato ha ribadito che ogni possibile accordo dovrà partire da un confronto sui contenuti. “Prima viene il programma, il candidato arriva dopo”. Così, Conte vuole evitare di cadere nella trappola dei personalismi e delle anticipazioni sui nomi.
Regionali: un’altra musica rispetto al nazionale
Quando la discussione si è spostata sulle elezioni regionali, il tono di Conte si è fatto un po’ più morbido. “Lì abbiamo un programma condiviso”, ha ammesso, riferendosi alle intese già messe in campo in alcune regioni. In posti come la Puglia e la Campania, infatti, il Movimento 5 Stelle ha appoggiato candidati insieme al Pd e ad altre forze progressiste, lavorando su piattaforme programmatiche concordate. Ma a livello nazionale la situazione è diversa. “Non c’è ancora niente di scritto”, ha confidato a margine dell’incontro, mentre alcuni dirigenti prendevano appunti nel pubblico.
Le condizioni del M5S
Al centro della posizione del Movimento restano alcune parole chiave: etica pubblica, legalità, giustizia ambientale e giustizia sociale. Sono questi i temi che Conte vuole vedere chiari e netti in un eventuale accordo. “Non ci interessa fare una coalizione solo per battere la destra – ha spiegato un deputato vicino a Conte – ma costruire un progetto che metta al centro le nostre battaglie storiche”. Un messaggio chiaro, rivolto sia ai potenziali alleati sia agli elettori che chiedono trasparenza sulle scelte future del Movimento.
Reazioni a Atreju e lo scenario politico
Tra gli stand e i gazebo del parco romano della Balduina, le parole di Conte hanno scatenato reazioni diverse. Nel centrodestra c’è chi ha commentato a bassa voce la prudenza del leader M5S, mentre tra i militanti pentastellati si respirava una certa soddisfazione per la linea dura. “Conte fa bene a non svendersi”, ha detto un attivista arrivato da Napoli. Dall’altra parte, fonti vicine al Pd hanno fatto sapere che il dialogo resta aperto, ma che ora servono “passi concreti” per arrivare a un’intesa.
Prossimi passi e dubbi sul futuro
Le prossime settimane saranno decisive per capire se e come si concretizzerà un’alleanza tra le forze progressiste. Il calendario politico stringe: entro gennaio dovranno essere chiuse le candidature per le regionali in Veneto e Liguria, mentre sul fronte nazionale si aspetta ancora la convocazione ufficiale dei tavoli programmatici. “Siamo pronti a sederci al tavolo – ha assicurato Conte – ma senza rinunciare ai nostri principi”. Una frase che riassume il momento del Movimento: apertura al confronto, sì, ma solo alle condizioni giuste.
Per ora la partita sulle alleanze resta aperta. E resta senza risposta la domanda su chi guiderà davvero il fronte progressista alle prossime elezioni.
