Varese, 14 dicembre 2025 – Una donna di 54 anni della provincia di Varese ha organizzato un matrimonio finto a Rovellasca, nel Comasco, lo scorso 25 ottobre, pur essendo ancora sposata con un altro uomo. La cerimonia, curata nei minimi dettagli e accompagnata da un presunto atto di matrimonio – che gli inquirenti ritengono realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale – è stata smascherata grazie ai sospetti di uno dei testimoni. Ora la Procura indaga per falsità materiale commessa da privato.
Un matrimonio costruito su una menzogna
La vicenda, riportata da Il Giorno e confermata da fonti investigative, si è svolta in una tranquilla giornata d’autunno. La donna, impiegata in banca, e il compagno – un tecnico meccanico della stessa età, già divorziato – hanno celebrato il loro “sì” davanti a pochi amici e a parenti dello sposo. Nessun familiare della sposa era presente. Secondo gli investigatori, a officiare la cerimonia è stata una donna che si sarebbe presentata come una sorta di santona. La sua posizione è ora sotto la lente degli inquirenti.
Un dettaglio importante: la 54enne risultava separata, non divorziata. Dai primi accertamenti dei carabinieri di Turate, sembra che questo non fosse stato chiarito al futuro marito. “Non sapevo nulla della sua situazione legale”, avrebbe confessato l’uomo ad alcuni amici nei giorni seguenti.
Il documento falso e il ruolo dell’intelligenza artificiale
La parte più delicata della storia riguarda l’atto di matrimonio. Qualche giorno dopo la cerimonia, i testimoni sono stati convocati a Garbagnate per firmare il documento ufficiale. Uno di loro, però, ha notato qualcosa che non tornava: una grafica insolita, l’assenza di timbri e riferimenti ufficiali. Insospettito, ha fotografato il documento e si è rivolto al Comune di Rovellasca per avere spiegazioni.
Un funzionario, controllando rapidamente, ha capito che si trattava di un falso. “Non risultava alcuna pratica né in Comune né in altri enti”, ha riferito una fonte interna all’amministrazione. Da qui è partita la segnalazione ai carabinieri, che hanno aperto le indagini.
Dalle prime verifiche, il documento sarebbe stato creato con strumenti di intelligenza artificiale: un layout credibile, firme digitalizzate e dettagli che sembravano autentici. “Un falso ben fatto, ma senza alcun valore legale”, ha commentato un investigatore.
Indagini aperte, tanti punti da chiarire
Gli inquirenti cercano ora di ricostruire tutta la vicenda. Oltre alla posizione della donna, si indaga sul ruolo della celebrante e dei testimoni. Restano da capire le motivazioni dietro a questa messinscena così elaborata. Alcune fonti vicine alla famiglia parlano di un gesto per “regalare un momento speciale” al compagno, ma non si esclude che ci siano ragioni più complesse.
L’uomo che risulta essere ancora il marito legale della donna – anche lui residente nel Varesotto – ha detto agli investigatori di non aver mai ostacolato il divorzio. “Non c’erano problemi tra noi”, ha raccontato ai carabinieri, aggiungendo un ulteriore tassello misterioso a questa storia.
La reazione della comunità e i rischi legali
La notizia ha sorpreso i residenti di Rovellasca e dei paesi tra Varese e Como. Nei bar del paese, tra un caffè e una brioche, si commenta l’accaduto con un mix di incredulità e curiosità. “Sembrava tutto vero”, dice una delle invitate alla cerimonia. “Nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere”.
Dal punto di vista giudiziario, la donna rischia una denuncia per falsità materiale. Gli investigatori stanno valutando anche le responsabilità degli altri presenti alla cerimonia e della celebrante. Nei prossimi giorni sono in programma nuovi interrogatori e controlli tecnici sul documento sequestrato.
Una storia che mette in luce i pericoli legati all’uso improprio dell’intelligenza artificiale per creare documenti falsi. Riapre il dibattito sulla necessità di controlli più severi nei procedimenti civili. Per ora resta l’amarezza di chi credeva di aver vissuto un momento speciale e si ritrova invece al centro di un caso giudiziario ancora tutto da chiarire.
