Scoperta sorprendente: resti di un rettile volante in un dinosauro fossilizzato

Scoperta sorprendente: resti di un rettile volante in un dinosauro fossilizzato

Scoperta sorprendente: resti di un rettile volante in un dinosauro fossilizzato

Matteo Rigamonti

Dicembre 14, 2025

San Paolo, 14 dicembre 2025 – Nel cuore del Brasile, tra le rocce antiche della zona di Crato, un gruppo di paleontologi ha scoperto una nuova specie di rettile volante grazie a un reperto davvero insolito: il vomito fossilizzato di un dinosauro. Il ritrovamento, fatto vicino a Nova Olinda qualche mese fa, viene ora descritto nei dettagli sulla rivista Scientific Reports. La specie, chiamata Bakiribu waridza – che significa “bocca a pettine” nella lingua del popolo Kariri – ci racconta qualcosa di nuovo sulle abitudini alimentari di questi antichi abitanti del Cretaceo.

Un becco a pettine per filtrare l’acqua

La squadra guidata dalla paleontologa R. V. Pegas, dell’Università di San Paolo, ha trovato dentro una concrezione rocciosa i resti di due pterosauri e quattro piccoli pesci. A prima vista, sembrava solo un ammasso di ossa e terra. Solo dopo una serie di analisi più approfondite, sia morfologiche che chimiche, si è capito che si trattava di una regurgitalite: cioè il fossile di un rigurgito preistorico.

La cosa che ha colpito gli studiosi è stata la forma del becco dello pterosauro. “Abbiamo visto denti sottili, simili a setole, disposti come un vero e proprio pettine”, ha raccontato Pegas. Una caratteristica che ricorda i fanoni delle balene di oggi. “Probabilmente Bakiribu waridza filtrava l’acqua per catturare piccole prede acquatiche”, ha aggiunto la ricercatrice.

Un pasto interrotto e il segno del predatore

Secondo le ricostruzioni pubblicate su Scientific Reports, il predatore – di cui non si sa ancora l’identità – avrebbe mangiato prima i due pterosauri e poi i pesci. Alcune ossa sono incrinate e rotte, segno di una masticazione dura e violenta. “La disposizione dei resti fa pensare che il rigurgito sia avvenuto subito dopo il pasto, forse per un problema meccanico o per un’ostruzione causata dalle ossa dello pterosauro”, si legge nell’articolo.

Gli indizi portano a uno spinosauride, un grande dinosauro carnivoro noto per mangiare pesce e presente nella stessa formazione geologica. Però, non c’è ancora una prova definitiva che colleghi questo rigurgito proprio a questa famiglia. “L’identità del predatore rimane un mistero”, ha ammesso Pegas, “ma lo scenario più probabile è quello di uno spinosauride”.

Il vomito che ricostruisce un ecosistema

Questa regurgitalite offre uno sguardo prezioso sugli ecosistemi del Cretaceo inferiore. Circa 115 milioni di anni fa, la zona di Crato era piena di laghi poco profondi e di una fauna variegata. Pterosauri come Bakiribu waridza abitavano le rive, mentre predatori più grandi nuotavano nelle acque in cerca di cibo.

“Questi resti non ci dicono solo cosa mangiavano gli animali, ma anche come si muovevano e interagivano tra loro”, ha spiegato la paleontologa brasiliana. Il fatto che i pesci siano stati mangiati dopo gli pterosauri suggerisce una precisa sequenza nel pasto, forse legata alla disponibilità delle prede o alle abitudini del predatore.

Un nome che parla la lingua del territorio

Il nome Bakiribu waridza è stato scelto con cura. I ricercatori hanno voluto rendere omaggio al popolo Kariri, che da sempre vive nella zona dove è stato trovato il fossile. “Abbiamo voluto usare un termine locale per sottolineare il legame tra la paleontologia e le culture indigene”, ha detto Pegas.

Il fossile è stato esposto per qualche giorno al museo paleontologico di Santana do Cariri, attirando l’attenzione di studiosi e appassionati. Alcuni visitatori hanno raccontato di aver provato “una certa emozione” nel vedere da vicino i resti di un animale vissuto milioni di anni fa.

Nuove domande sulla dieta dei dinosauri

Questa scoperta apre nuove domande sulle abitudini alimentari dei grandi predatori di un tempo. Se si conferma l’ipotesi dello spinosauride, sarebbe la prima prova diretta di un’interazione predatore-preda tra dinosauri e pterosauri in Sud America. Gli studiosi continueranno a studiare i reperti nei prossimi mesi, sperando di trovare altri indizi per ricostruire la catena alimentare di allora.

Per ora, il vomito fossilizzato di Crato resta una delle testimonianze più concrete della vita – e della morte – nel mondo perduto dei dinosauri.